Le notti insonni davanti alla tv per seguire le regate di Coppa America e tifare il team italiano di Luna Rossa. Le medaglie d’oro nel windsurf di Alessandra Sensini ai Giochi di Sydney 2000 e della coppia Ruggero Tita e Caterina Banti con il catamarano sportivo Nacra 17 alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ma anche il salvataggio della velista francese Isabelle Autissier in mezzo all’oceano Pacifico, da parte di Giovanni Soldini, nel 1999.
Tutte queste avventure sono state raccontate dalla voce di Giulio Guazzini, il giornalista Rai che dagli anni‘80 segue come cronista il mondo del mare, con particolare attenzione alla vela. Da giovedì 13 ottobre, su Rai2 e Rai Sport in seconda serata, torna per l’ottavo anno con la trasmissione L’uomo e il mare.
La prima puntata si apre con il racconto della Barcolana, di cui Trenitalia è partner, che si svolge il 9 ottobre nel golfo di Trieste: «È una regata unica al mondo, con una linea di partenza lunga un miglio e circa duemila barche partecipanti. Numeri che hanno fatto entrare l’evento nel Guinness dei primati. Per la competizione sono passati da Trieste i più importanti velisti internazionali, tra vincitori di Coppa America, medaglie olimpiche e sportivi che hanno compiuto il giro del mondo», racconta Guazzini.
E aggiunge: «Mi piace ricordare che la vela si può praticare a qualsiasi età perché ci sono tante tipologie di barche adatte a ogni persona». Nel programma non mancano approfondimenti su argomenti legati al mare, come la sostenibilità e la tutela del territorio. «D’altronde, il velista è una delle persone più attente all’ambiente. In barca stai attento a non sprecare l’acqua anche quando ti lavi i denti. E ai bambini, fin dalle prime uscite, viene detto di non buttare niente in mare», ricorda il giornalista televisivo.
Anche la stessa barca, mossa solo dalla forza del vento, è tra i mezzi di trasporto più ecologici. «Il nostro Paese, con ottomila chilometri di coste, potrebbe sfruttare molto di più le vie marittime per il trasporto e la mobilità. Il mare e la vela vanno visti come una grande risorsa e non solo come un’evasione o uno sport da ricchi».
Articolo tratto da La Freccia
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