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Il settore dei trasporti sta vivendo una metamorfosi senza precedenti, spinta da un’accelerazione tecnologica che impone di riscrivere non solo i processi industriali, ma lo stesso DNA professionale di chi vi lavora. In questo scenario, il Gruppo FS ha lanciato un segnale forte con la nascita della Scuola FS “Futuro è Sapere”, la nuova Corporate Academy presentata durante il format de Il Sole 24 Ore Industry Academy.
 

L’obiettivo è ambizioso: sostenere la formazione continua e promuovere l’innovazione dei ruoli e dei mestieri in un’azienda che, considerando l’indotto, muove circa 300.000 persone. La struttura, che ha preso il via presso lo Skills Center di Roma Termini, si articola in dieci facoltà tematiche che spaziano dai trasporti alla logistica, fino alla leadership.

Secondo Gian Luca Orefice, Chief People, Culture and Transformation Officer di FS, il cambiamento in atto è profondo. «Sta esattamente riscoprendo la necessità di adeguarsi alle prospettive del futuro», spiega Orefice, sottolineando come l’impatto tecnologico sui vecchi mestieri ponga l’azienda nella condizione di dover «rivisitare l’impianto anche culturale delle persone con le quali approcciano all’innovazione».
 

Per il Gruppo FS, innovazione è sinonimo di sicurezza, tecnologia e velocità. Il sistema ferroviario moderno è oggi, prima di tutto, un’infrastruttura tecnologica complessa che richiede la capacità di gestire digital twin, analisi dei dati e manutenzione predittiva. «Oggi le attività di formazione sono estremamente interessanti perché spaziano dalla capacità del nostro sistema di attrarre talenti sul mondo del data driven e quindi su tutto ciò che è il data scientist, mestieri che non avremmo avuto in qualche modo all'interno della cassetta degli attrezzi delle ferrovie», afferma il manager.

Uno degli aspetti più innovativi dell'approccio di "Futuro e Sapere" è il superamento della dicotomia tra competenze tecniche e trasversali. Orefice evidenzia come la scuola voglia offrire syllabus formativi capaci di garantire non solo conoscenze tecnico-professionali, ma anche «un utilizzo più sistematizzato di conoscenze e abilità che un tempo avremmo chiamato soft skill e che oggi invece diventano la vera parte hard del mestiere, cioè consapevolezza, spirito critico e capacità di governare sistemi complessi».
 

La strategia si basa su un monitoraggio costante del mercato del lavoro, grazie a un osservatorio interno che permette di intercettare i cambiamenti e tradurli in percorsi formativi customizzati. «L'idea è di arrivare ad una individuale esigenza di sviluppo, di reskilling e upskilling, perché il concetto non è la riqualificazione, il concetto è un apprendimento nuovo», ribadisce Orefice.

I numeri del progetto sono imponenti: entro il 2030 saranno attivati più di 100 percorsi formativi. Solo nel 2025, il Gruppo FS ha coinvolto circa 75 mila dipendenti per un totale di 7,5 milioni di ore di formazione.
 

Il futuro della Corporate Academy punta a rendere il lifelong learning un elemento strutturale, capace di interagire con l'intera catena del valore e con la supply chain. L'obiettivo finale è semplificare l'apprendimento rendendolo «embedded nei processi lavorativi», favorendo il passaggio verso l'«instant learning»». In questa visione, conclude Orefice, l’apprendimento non deve essere percepito come una semplice parentesi formativa, ma deve diventare «un modello di crescita e sviluppo personale» che accompagni il lavoratore lungo tutta la sua carriera professionale.