Piano strategico da 100 miliardi di euro, l’integrazione ferroviaria europeo e la digitalizzazione. Ma anche le nuove attività energetiche e la nuova transizione ecologica. Sono questi i temi che Antonio Stefano Donnarumma Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS ha raccontato in una lunga intervista pubblicato su “Economy”.
Nell’articolo di Sergio Luciano, infatti, si leggono innanzitutto numeri importanti. «La sostenibilità del nostro Piano Strategico da 100 miliardi si fonda su solidità economica, disciplina finanziaria e visione industriale di lungo periodo – dichiara Donnarumma - Il Gruppo FS genera oggi oltre 17 miliardi di ricavi, con un EBITDA intorno ai 2,5 miliardi. Nell’arco di Piano, entro il 2029, supereremo i 20 miliardi di fatturato e i 3,5 miliardi di EBITDA. Questo ci consente di sostenere investimenti nell’ordine dei 20 miliardi annui mantenendo un equilibrio coerente tra leva finanziaria e capacità di generazione di cassa, su una base patrimoniale compresa tra 50 e 70 miliardi». Una sostenibilità, quindi, che non appare solo in termini finanziari. «È anche capacità di modernizzare la rete – continua – rafforzare la competitività del Paese e farlo mantenendo un equilibrio tra crescita e solidità».
Risalto importante viene dato, e non è certo una prima assoluta, al ruolo che il Gruppo FS vuole avere in Europa. L’obiettivo, infatti, è costruire uno spazio ferroviario europeo sempre più connesso, sostenibile e competitivo. «Siamo convinti – continua Donnarumma - che il rafforzamento dell’integrazione ferroviaria europea passi da un progetto ambizioso: la “Metropolitana d’Europa”, una rete ad alta velocità che colleghi le più importanti città del Vecchio Continente, e per la cui realizzazione è fondamentale il dialogo con le istituzioni e associazioni europee, oltre che ovviamente con gli altri operatori ferroviari. In questo scenario, la rete Alta Velocità italiana gioca un ruolo da protagonista: il riferimento è al collegamento tra Milano e Parigi, che ha già dimostrato di essere un esempio tangibile di come l’Alta Velocità possa unire grandi capitali economiche e culturali in modo sostenibile ed efficiente. Guardando al futuro, il nostro obiettivo è ampliare ulteriormente questa integrazione. I prossimi sviluppi prevedono nuovi collegamenti strategici tra Milano, Roma e Monaco di Baviera, che consolideranno il ruolo dell’Italia come snodo centrale della mobilità ferroviaria europea».
Un futuro, quindi, che vuole parlare un’unica e comune lingua europea, ma che vuole anche usufruire delle nuove opportunità che la tecnologia sta offrendo. «La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale – risponde ancora l’AD - sono leve strategiche per rendere il sistema ferroviario sempre più efficiente, sicuro e orientato al passeggero. Il Gruppo FS sta investendo in modo significativo in tecnologie avanzate e in partnership con leader globali come Microsoft per sviluppare piattaforme digitali, analisi dei dati e soluzioni di AI applicate alla manutenzione predittiva delle infrastrutture, alla gestione dei flussi di traffico e al miglioramento dei servizi». Parallelamente, è doveroso precisare, non vengono lasciate indietro le persone perché è vero che l’innovazione tecnologica produce valore, ma questo avviene solo se accompagnata da competenza e qualità umana.
Spazio anche alla nascita di FS Energy. La nuova società del Gruppo FS, nata a luglio 2025, che ha l’obiettivo di rendere l’approvvigionamento energetico più sostenibile ed economico e accelerare la decarbonizzazione del Paese favorendo la transizione energetica. «Puntiamo – afferma Donnarumma - a sviluppare 1,1 GW di capacità rinnovabile entro il 2029 e 2 GW entro il 2034, arrivando a coprire circa il 40% dei nostri fabbisogni con produzione da fonti rinnovabili e contribuendo concretamente alla decarbonizzazione del Paese. Un passaggio strategico per un Gruppo che consuma oltre 7 TWh di energia l’anno, circa il 2% dei consumi elettrici nazionali, e che vuole guidare da protagonista la transizione energetica integrando sempre più infrastrutture, mobilità ed energia».
L’intervista si chiude con un argomento che è ultimo solo dal punto di vista cronologico. Perché è di assoluta attualità e importanza nazionale. «L’introduzione di treni sempre più avanzati dal punto di vista tecnologico, più efficienti dal punto di vista energetico e con minori emissioni, consente di migliorare la qualità del servizio – racconta Stefano Antonio Donnarumma - e allo stesso tempo di rendere il sistema dei trasporti più sostenibile, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione». Trenitalia, nell’immediato futuro, sarà infatti protagonista di un investimento di circa due miliardi di euro per il rinnovo della flotta Frecciarossa, con l’introduzione di 74 nuovi treni ad alta velocità, di cui cinque già in circolazione. Nel 2025, oltretutto, sono stati consegnati 108 nuovi treni del Regionale di Trenitalia, per un investimento complessivo di un miliardo di euro programma prevede di arrivare a 1.081 nuovi treni entro il 2027, per un investimento complessivo pari a 7 miliardi di euro. «A questi – conclude l’AD del Gruppo FS - si aggiungono gli investimenti per Intercity: 525 milioni di euro, finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per acquistare 38 nuovi treni e rinnovare l’offerta di media e lunga percorrenza su tutto il territorio nazionale. I primi convogli entreranno in servizio già a partire da inizio 2026, con completamento delle consegne previsto entro giugno 2026. Lato Busitalia, invece, nel 2025 sono stati consegnati 132 mezzi a basso impatto di CO₂; entro il 2034 saranno 1.260 i bus rinnovati».