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In apertura un paesaggio visto da un finestrino © Adobe

Non importa se abbiamo un libro nello zaino, lo smartphone in mano o una mail a cui rispondere. Prima o poi, durante un viaggio in treno, alziamo gli occhi e guardiamo fuori. Case, alberi, stazioni e campagne scorrono davanti al finestrino mentre, quasi senza accorgercene, anche i pensieri cominciano a viaggiare.

 

Eppure, dietro un gesto apparentemente banale, si nasconde un fenomeno studiato dalla psicologia e dalle neuroscienze. Il mind wandering, letteralmente il “vagare della mente” è un fenomeno che si verifica quando l'attenzione si distacca momentaneamente da ciò che accade intorno a noi e il pensiero si orienta verso ricordi, immagini, preoccupazioni o progetti futuri.

 

Una ricerca pubblicata nel 2024 su “Proceedings of the National Academy of Sciences”, condotta analizzando un ampio campione di pensieri espressi ad alta voce, suggerisce che il pensiero spontaneo non rappresenti necessariamente un'attività mentale inutile, anzi, può contribuire all'organizzazione dei ricordi e riportare l'attenzione sulle questioni e sugli obiettivi che consideriamo importanti.

Finestrino

Una ragazza guarda dal finestrino © Adobe

Invece, sul rapporto con la creatività, una ricerca pubblicata nel 2024 su Brain Sciences condotta su oltre 1.300 partecipanti e basata anche su dati di risonanza magnetica funzionale a riposo, ha individuato un'associazione tra una particolare forma di pensiero liberamente fluttuante e il pensiero creativo. Ma la letteratura scientifica invita comunque alla prudenza perché non tutte le forme di distrazione rendono automaticamente più creativi. Alcuni studi non hanno riscontrato un legame diretto tra frequenza del mind wandering e migliori prestazioni creative.

 

Su questo punto il viaggio può diventare interessante. Il finestrino offre allo sguardo una sequenza continua di stimoli che non richiede necessariamente un'azione, basta pensare ad un casolare che compare e scompare, una strada che accompagna per qualche secondo i binari, oppure una stazione che interrompe il paesaggio prima che il tutto ricominci a scorrere.

 

Inoltre, esiste un filone di ricerca dedicato al rapporto tra ambiente e benessere. Uno studio europeo del progetto Phenotype, condotto su 3.599 adulti, ha rilevato un'associazione tra spostamenti quotidiani attraverso ambienti naturali e migliori indicatori di salute mentale, pur senza dimostrare un rapporto automatico di causa ed effetto. Forse è anche per questo che nonostante smartphone, tablet e computer, il finestrino conserva intatto il suo fascino.

 

Guardare fuori non implica necessariamente non fare nulla. A volte è proprio quando smettiamo per qualche minuto di cercare qualcosa che la mente comincia il suo viaggio recuperando magari un ricordo, immaginando una soluzione o semplicemente preparare il futuro.

 

E mentre il treno percorre i suoi binari, i nostri pensieri possono permettersi di non averne.