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In apertura un mangiacassette © Adobe

Prima dell’avvento degli smartphone e delle playlist in streaming, partire in treno significava scegliere con cura la musica da portare con sé. Negli anni Ottanta la manualità, lo stimolo della logica e della fantasia erano un leitmotiv essenziale per dare valore alla propria compilation da ascoltare in treno. Bastavano uno zaino, una manciata di audiocassette, un paio di cuffie con l'archetto in spugna e un Walkman per trasformare il viaggio in un'esperienza indimenticabile.

L'Italia ferroviaria di quel decennio era in piena evoluzione. Sui binari correvano i treni regionali trainati da locomotive elettriche con carrozze MDVC (media distanza con la famigerata semipilota “Mazinga”), le celebri Doppio piano, le Carrozze Gran Confort e le UIC-X. Per la lunga percorrenza prendevano sempre più spazio gli InterCity, destinati a collegare le principali città del Paese e verso la fine del decennio, fece la sua comparsa anche il rivoluzionario ETR 450 Pendolino, simbolo di una nuova idea di velocità e comfort. Sulle linee non elettrificate erano invece protagoniste automotrici come la ALn 668, entrata poi di diritto nell'immaginario di milioni di pendolari e viaggiatori.

MDVC Semipilota Mazinga

Anni '80, semipilota MDVC "Mazinga" con livree differenti © Fondazione FS

Fuori dal finestrino scorrevano campagne, colline e stazioni mentre nelle cuffie, invece, prendeva vita la colonna sonora di un'epoca. I giovani italiani cantavano le melodie di Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Lucio Dalla e Gianna Nannini. A far compagnia alle compilation “italiani” i grandi nomi internazionali come Queen, Michael Jackson, Madonna, Duran Duran, Modern Talking, Sandy Marton, Spandau Ballet e tutto il movimento dell’electro pop che si rese protagonista delle classifiche e delle radio dell'epoca.

Ragazzi in stazione

Anni '80, ragazzi in attesa del loro treno presso la stazione di Cesenatico © Fondazione FS

Non tutti possedevano un Walkman e, molti ragazzi, viaggiavano con una piccola radio portatile FM pronta a sintonizzarsi sulle emittenti locali o nazionali, sperando che il proprio brano preferito andasse in onda. C'era anche chi preparava con pazienza una compilation registrata direttamente dalla radio, aspettando il momento giusto per premere il tasto "REC" e catturare una canzone senza la voce del conduttore. Altre emozioni, l’arte dell’attesa, altri tempi.

Ragazze a bordo treno

Anni '80, ragazze a bordo delle Gran Confort © Fondazione FS

Il viaggio, in quegli anni, aveva un ritmo diverso con il tempo che sembrava scorrere più lentamente e proprio per questo acquistava valore. La musica accompagnava ogni chilometro, trasformando il finestrino in uno schermo sul quale si alternavano paesaggi, sogni e progetti. Ogni brano finiva per legarsi a una partenza, a un'estate, a un amore o a un ritorno.

Ragazze in stazione

Anni '80, ragazze salgono a bordo di una "Doppio piano" © Fondazione FS

Forse è anche per questo che, ancora oggi, basta riascoltare una canzone degli anni Ottanta per ritrovarsi idealmente seduti accanto al finestrino di un treno, con una cassetta che gira lentamente e la sensazione che il viaggio, proprio come la musica, possa custodire ricordi destinati a non passare mai di moda.

Tra i brani più ascoltati del 1985 "Cheri cheri lady" dei Modern Talking