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In apertura passeggeri negli anni '50 © Fondazione FS

Una stazione ferroviaria, oltre a vedere treni che arrivano e partono, vede il tempo che scorre. Sono lo specchio dell'Italia che cambia, dalle persone agli oggetti che portano con sé, il modo di vestire, di salutarsi e perfino di vivere il viaggio.

 

Negli anni Cinquanta e Sessanta le banchine raccontavano un Paese che ripartiva. Erano gli anni delle grandi migrazioni interne, delle partenze verso il Nord industriale e delle vacanze che iniziavano a diventare un'opportunità per un numero crescente di famiglie. Tra i viaggiatori spiccavano le valigie di cartone, spesso rinforzate con spago e angolari metallici, accanto a eleganti valigie in cuoio. Gli uomini indossavano frequentemente giacca, cappello e cravatta, mentre molte donne viaggiavano con abiti curati e cappotti. I saluti si consumavano sul marciapiede con abbracci, fazzoletti sventolati dai finestrini e lunghe raccomandazioni prima del fischio di partenza.

Anni '60

Passeggeri negli anni '60 mentre salgono a bordo sul "Settebello" © Fondazione FS

Negli anni Settanta e Ottanta le stazioni cambiarono volto insieme alla società. Comparvero borsoni da viaggio, zaini che divennero il simbolo di un'intera generazione, gruppi di studenti e comitive dirette al mare o in montagna. Nei vagoni era facile vedere qualcuno leggere un giornale o una rivista, condividere un panino preparato a casa, ascoltare musica con il Walkman o trascorrere il viaggio osservando il paesaggio dal finestrino. Nei treni regionali dell'epoca, durante la bella stagione, i finestrini abbassati lasciavano entrare il rumore delle rotaie e l'aria dell'estate, rendendo il viaggio parte integrante della vacanza.

Anni '70

Anni '70, stazione di Rimini. Facchini sistemano valige © Fondazione FS

Tra gli anni Novanta e i primi Duemila arrivarono due piccole rivoluzioni: il trolley e il lettore CD portatile. Le ruote cambiarono il modo di muoversi nelle stazioni, mentre i primi telefoni cellulari e i computer portatili iniziarono a fare capolino nelle sale d'attesa e negli scompartimenti. Il viaggio diventava sempre più veloce, pratico e connesso. Oggi le stazioni continuano a raccontare il presente con trolley ultraleggeri, zaini tecnici, cuffie wireless, smartphone e tablet che accompagnano pendolari e turisti. C'è chi lavora durante il tragitto, chi guarda un film, chi legge un e-book e chi organizza in tempo reale le tappe del proprio itinerario.

Anni '80

Anni '80, passeggeri in stazione e una vettura MDVC © Fondazione FS

Eppure, al di là delle trasformazioni tecnologiche e delle mode, alcune immagini restano immutate come l'emozione di una partenza, l'abbraccio di un ritorno e lo sguardo verso il tabellone in attesa del proprio treno. Le stazioni ferroviarie continuano ad essere molto più di un luogo di transito. Un “osservatorio privilegiato” sui cambiamenti della società italiana dove ogni generazione ha lasciato il proprio bagaglio a mano ma anche quello fatto di sogni, abitudini e ricordi.