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In apertura una E656 con vagoni al seguito su una linea marittima © Fondazione FS

Ci sono persone che viaggiano per arrivare. Programmano ogni dettaglio, controllano l'orario, salgono sul treno e attendono la fermata finale. Per loro il viaggio è il percorso più rapido tra un punto di partenza e uno di arrivo.

 

Poi, ci sono persone che viaggiano per capire. Sono coloro che, una volta trovato il proprio posto, alzano gli occhi dal telefono e si lasciano catturare dal paesaggio che scorre oltre il finestrino. C’è chi osserva il profilo di un borgo, il colore dei campi, il mare che appare all'improvviso o le luci di una città che si avvicina. Per loro il viaggio è un'occasione per rallentare e ascoltare ciò che spesso, nella frenesia quotidiana, passa inosservato.

Bambina guarda da finesrino

Una bimba, a bordo di un Frecciarossa, guarda dal finestrino il mondo che scorre © Aldo Massimi

Proprio su questa riflessione si può affermare che il treno ha un ruolo fondamentale con un dono raro. Trasforma il tempo dello spostamento in un tempo da vivere dove tra una stazione e l'altra c'è spazio per leggere qualche pagina di un libro, ascoltare una canzone, ricordare una persona cara, immaginare un progetto o semplicemente lasciare che i pensieri seguano il ritmo regolare delle rotaie.

 

Forse è per questo che il viaggio ferroviario continua a ispirare scrittori, musicisti e fotografi. Invita a osservare il mondo con uno sguardo diverso, di chi si concede il lusso della curiosità. Ogni carrozza custodisce storie che non si conoscono: da chi parte per lavoro, chi torna a casa, chi sta iniziando una nuova avventura e chi, invece, cerca un luogo in cui ritrovare un ricordo. Destinazioni diverse, emozioni differenti ma unite dallo stesso binario.

Stazione Termini anni '80

Stazione Termini anni '80, una ragazza aspetta il treno mentre legge un libro © Fondazione FS

Il viaggio in treno, soprattutto in un’epoca veloce come la nostra, continua a ricordarci il valore dell'attesa, dell'osservazione e della scoperta. Ci insegna che non tutto ciò che conta può essere misurato in minuti o chilometri. Il treno è l’ultimo baluardo di chi conserva il coraggio di emozionarsi, a stupirsi davanti a un'alba vista dal finestrino, a un saluto su una banchina e a un paesaggio che cambia lentamente.

 

In fondo, il viaggio più bello non è sempre quello che ci porta più lontano è quello che, senza fare rumore, ci restituisce uno sguardo nuovo sul mondo e su noi stessi.