Immaginate un giovane americano trentenne che si trova a Roma nel 1956 e scatta una foto a Piazzale Flaminio, davanti ad un semaforo rosso. Di fronte ai suoi occhi si presenta uno spaccato di vita che racconta la capitale negli anni ’50 che lui descrive così. “Da sinistra verso destra commendatore (di spalle) grosso, calvo, attraversa la strada sulle strisce. Bella bruna matura, vestito, scarpe, borsa bianchi, scherza con sciupafemmine cinico, vestito immacolato, scarpe nere. Don Giovanni a metà tra Sordi e Fabrizi, irresistibile combinazione: impenetrabile conquistador in Vespa. Giovane fusto aspetta energicamente il tram. Coppia in Vespa in attesa del verde”. L’autore dello scatto è William Klein (New York 1926-Parigi 2022) a cui è dedicata la mostra William Klein ROMA Plinio De Martiis, aperta fino al 26 febbraio 2023 al Mattatoio di Roma.

L’esposizione indaga alcuni aspetti della Roma degli anni Cinquanta, attraverso lo sguardo dei due autori. Un inedito accostamento tra William Klein, fotografo di fama mondiale recentemente scomparso, e Plinio De Martiis, gallerista romano la cui attività di fotografo è ancora poco nota al grande pubblico.

Sulle pareti dello spazio espositivo si fronteggiano più di 60 fotografie in bianco e nero, tutte dedicate alla città. Le foto di William Klein raccontano il suo soggiorno romano del 1956 quando, si muoveva per la città al seguito di Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini e dei loro amici. Nelle sue immagini avvertiamo la meraviglia di un ragazzo americano che scoprendo una città bellissima e complessa, scopre anche il suo talento di fotografo. Plinio De Martiis è un giovane intellettuale che vuole dare al suo lavoro una funzione politica. Tra il 1951 e il 1953 la Roma che sceglie di fotografare è quella dei mestieri più umili, delle case povere del centro storico, delle baracche nelle periferie. È il primo che si spinge fin là a documentare come vive la gente. 

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Articolo tratto da La Freccia