In apertura e all'interno, la mostra The golden age of rally © Andrea Guermani

Nel Museo nazionale dell’automobile, fino al 2 maggio, si racconta un’epoca d’oro dell’automobilismo. Nella mostra The golden age of rally per la prima volta sono esposti gli esemplari della Fondazione Gino Macaluso, imprenditore, designer di modelli prestigiosi e navigatore di rally. Sono passati infatti 50 anni dal mitico 27 ottobre 1972, quando il Rally Race gli valse il Campionato Europeo.

 

In mostra è possibile ammirare le auto che, tra gli anni ‘60 e ‘90 del secolo scorso, hanno trionfato nelle più note gare del campionato, dal Rally di Montecarlo al Rally Safari, passando per il Rally Mille Laghi in Finlandia, fino al Rally di Sanremo.

Il pilota Miki Biasion

Il pilota Miki Biasion © Andrea Guermani

A guidarle piloti leggendari come Miki Biasion, l’unico italiano ad aver conquistato due volte il titolo di Campione del mondo nel 1988 e nel 1989; Juha Kankkunen e Michèle Mouton, una delle poche donne.

 

I visitatori possono immergersi nel mondo del rally grazie a speciali piattaforme che imitano i manti stradali, dalla sabbia del Sahara alla neve del Col de Turini, fino al duro asfalto. E con una proiezione a 180° dei video delle gare possono sincronizzare il battito del cuore con il rombo dei motori.

Tra le auto in esposizione, 19 esemplari iconici. Si parte dagli anni ’60 con la BMC Mini Cooper S e la Ford Cortina Lotus, nella sala degli anni ’70 ecco la Porche 911 st a fianco della Fiat 124 Spider. E poi i modelli nati negli anni ’80 e ’90 mostrano la sfida tra Lancia ed esemplari Audio, Renault, Peugeot e Toyota. Tra tutti spiccano il rarissimo esemplare di Fiat X1/9 Abarth, prototipo a cui lavorò Gino Macaluso in qualità di capoprogetto, e la Fiat Punto S1600 vincitrice del Rally di Sanremo nel 2001.

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