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Yakuba è sul treno, quando lo contatto per proporgli un'intervista telefonica. “Sto tornando a casa”, ci dice. «Sentiamoci domani, ma dopo le 18».

“A quell’ora – penso leggendo la nostra chat - la sua intensa giornata sarà quasi finita”.  Lo desumo da quello che racconta il documentario “Andata e Ritorno”, presentato dal Gruppo FS alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma e ora disponibile su Amazon Prime Video.

 

Yakuba è uno dei protagonisti, lo si vede mentre si sveglia e si alza dal suo letto, mentre prende il treno e va al lavoro in cantiere e mentre si allena con i suoi compagni del Molfetta Calcio. E sì perché Yakuba Camara è una promessa del calcio e il calcio è la sua passione.

 

Il giorno dopo, come concordato, ci sentiamo. Dopo i primi saluti, mi appare subito evidente una cosa di Yakuba: il suo inconfondibile accento pugliese. Lui, originario del Gambia, è stato adottato da questo lembo di Puglia che corre lungo l’Adriatico. Da una parte il nord barese con Trani, Barletta e Molfetta dove Yacuba lavora e gioca, dall'altra l’hinterland meridionale del capoluogo, con San Giorgio e Torre a Mare dove Yacuba abita. 

Yacuba

«Qui a Bari mi sento a casa», mi dice. «Ci vivo da quattro anni, prima ho vissuto in altre città, ma qui sono felice». Di questa terra che lo ha accolto Yacuba ha preso l’accento, ma non solo. «Qui mi piace l’ambiente e le persone che sono calde e affettuose e poi si mangia bene». Quest’ultimo aspetto me lo dice sorridendo, confidando anche il suo piatto preferito: le orecchiette con il sugo.

 

Da 4 anni Yacuba non torna in Gambia. «Mi manca tutto della mia terra – dice – ma qui sto bene». E poi c’è stato il documentario. «Un’esperienza meravigliosa, mi ha dato la possibilità di essere come sono, di raccontarmi. Non avrei mai immaginato che arrivasse qualcosa del genere. Ringrazio tutti per quanto ho vissuto, perché far parte del cast mi ha motivato e mi ha lasciato un ricordo che rimarrà per sempre». 

Ma c’è un aspetto della sua esperienza cinematografica a cui Yacuba sembra tenere di più: «Non vedo l’ora che i miei genitori in Gambia e la mia famiglia possano vedermi sullo schermo. Saranno emozionatissimi, e io lo sarò con loro».

 

Ora per Yacuba però è già tempo di pensare ai suoi nuovi sogni: il principale rigarda il calcio. «Vorrei che quello del calciatore diventasse il mio mestiere. Sono un mediano tuttofare, box to box dicono gli inglesi. Ce la sto mettendo tutta per riuscire nel mio sogno». E se un giorno dovesse arrivare una chiamata di un prestigioso club del nord Italia? «Ci andrei velocemente - confida - ma la Puglia sarà sempre casa mia».