Lo sport, dall’alba dei tempi, è sempre stato sinonimo di sacrificio. Un viaggio lungo e ricco di determinazione, sudore e soddisfazioni. Un viaggio che Gaia Karola Carafa, una delle protagoniste di “Andata e Ritorno” prodotto da Gruppo Creativo Multimedia per il Gruppo FS, conosce bene. La ragazza, classe 2006, si è innamorata della scherma quasi per caso, ma una volta sbocciata l’intesa il rapporto con la disciplina è stata subito intenso tanto da arrivare a fissare un obiettivo che – come lei stessa dice – «c’è, è quello, ma non si dice».
Gaia e la scherma. Ma è vero che prima eri una ballerina?
Confermo facevo danza da piccola. Poi un giorno la scuola chiude e, un po’ per comodità e un po’ perché mia mamma l’aveva praticata, mi ritrovo a seguire un corso di scherma. Iniziato questo sport, è stato subito colpo di fulmine piacendomi moltissimo.
Quando hai capito che la scherma poteva diventare qualcosa di serio?
La medaglia d’argento ai Campionati Italiani under 17, mi ha fatto intendere qualcosa. L’anno dopo è stato infatti medaglia d’oro e successivamente c’è stato l’ingresso nell’Arma dei Carabinieri che, ancora adesso ringrazio, mi hanno permesso di diventare una professionista.
Dalla pedana al set, il passo è stato breve?
Breve o lungo, onestamente, non saprei. Sicuramente inaspettato. “Andata e Ritorno” è stata un’esperienza bella e indimenticabile. Stare sul set non è facile, ma mi è piaciuto così tanto che chissà mai che in un futuro non possa ricapitare.
Piaciuto anche perché nel soggetto c’è la tua vita, quindi non hai recitato, ma raccontato. Giusto?
Sì, la mia vita in sintesi è più o meno così. C’è tanto treno, un compagno di viaggio da sempre. Mi porta in giro per l’Italia quando ho le gare e ogni giorno, quando ero in Puglia, mi accompagnava da San Severo, la mia città, a Foggia dove c’è il centro di allenamento.
Sei più autocritica come attrice o come schermitrice?
In entrambi i casi. Io sono super critica con me stessa. Riguardo gli errori innumerevoli volte, appena posso metto un video di un mio incontro per analizzare gli errori e provare a non commetterli più. Anche guardandomi nel film, devo essere onesta, mi sono mangiata le mani diverse volte.
Addirittura mangiata le mani?
Sì, avrei potuto dire molti concetti in modo diverso e, in qualche posa, dovevo essere più naturale e disinvolta. Sono fatta così: voglio sempre migliorarmi.
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