Il Teatro Arena del Sole di Bologna
Il teatro come uno spazio dove la società si specchia. Era così nell’Atene del V secolo quando Aristotele metteva nelle sue tragedie temi esistenziali e universali capaci di far “discutere” la polis. Ed è così ancora adesso quando, per il 15esimo anno, ERT (Emilia Romagna Teatro Fondazione) dà vita a Vie Festival, una kermesse dedicata al teatro, alla danza, alla musica e che ha la nobile ambizione di celebrare le più interessanti performance della scena contemporanea.
Quattordici appuntamenti itineranti tra Modena, Bologna, Cesena, Carpi e Spilamberto che iniziano il 21 febbraio e terminano il 1° marzo. Ad aprire la rassegna è l’evento di Modena, presso il Teatro Storchi con la serata Sweet Home Utopia. Dialogo tra Europa e democrazia. A questo nome corrisponde un'iniziativa di due intellettuali di fama internazionale, lo spagnolo Fernando Savater e il britannico Donald Sassoon, che dialogano su presente e futuro dei valori democratici del Vecchio Continente, intrecciandosi con un intervento della filosofa Michela Marzano.
Michela Marzano, Donald Sassoon, Fernando Savater e Lino Guanciale
Il tutto inframezzato da letture teatrali curate da Lino Guanciale. «Sono molto legato a questa manifestazione – spiega l'attore abruzzese – grazie a ERT ho vissuto le più interessanti esperienze della mia carriera. Vie, infatti, è un riferimento della drammaturgia continentale dove il teatro diventa dibattito culturale e civile anche con temi profondi dell’attualità». Spesso, infatti, lo spettatore è bombardato dall’informazione e, al giorno d’oggi, sovraesposto dal punto di vista comunicativo. Una manifestazione di questo tipo permette di tornare a una fruizione “slow”. «Il teatro – racconta ancora a FSnews Radio Guanciale – permette di allargare l’orizzonte di chi ascolta. Il ventaglio dei punti di vista può mutare a seconda degli input ricevuti con l’obiettivo di cambiare la propria posizione critica».
ASCOLTA L'INTERVISTA A LINO GUANCIALE
Lino Guanciale
Vie Festival, quindi, come crocevia di cultura raccontata attraverso l’arte. Il programma è ricco e dalle forti tinte internazionali: dal drammaturgo uruguaiano Gabriel Calderón, passando per il filosofo sloveno Slavoj Žižek e l’eclettico regista tedesco Frank Castorf, fino ad arrivare al musicista africano nato in Mali Bassekou Kouyaté con la sua band Ngoni Ba.
Il musicista Bassekou Kouyaté con la band Ngoni Ba
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