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In apertura studenti a scuola © Adobe

Tra pochi giorni per tanti studenti la sveglia tornerà a suonare presto con gli zaini pronti, i libri che aspettano di essere aperti e l’abitudine quasi dimenticata di controllare l'orario del treno. Con settembre il ritorno sui banchi coincide anche con il ritorno sui binari con tanti ragazzi che ogni mattina torneranno a lasciare il proprio paese o la propria città per raggiungere la scuola o università in un altro comune.

 

Come per milioni di lavoratoi, anche per gli studenti il treno non rappresenta soltanto un mezzo di trasporto ma una parte importante della giornata. Una parentesi tra casa e aula che, viaggio dopo viaggio, finisce per accompagnare un pezzo importante della crescita.

 

A sostenere questa mobilità quotidiana c'è la rete del Regionale di Trenitalia che, oltre a garantire oltre 6.000 corse al giorno su tutto il territorio nazionale, trasporta complessivamente più di 400 milioni di passeggeri ogni anno con una flotta in continuo rinnovamento. Dall'inizio del 2026 ad agosto sono stati consegnati 31 nuovi treni, per un investimento di circa 370 milioni di euro. Entro il 2027 saranno 1.081 i convogli di nuova generazione e l'80% dell'intera flotta Regionale risulterà rinnovato.

Studente

Studente aspetta il treno in stazione © Adobe

Il rapporto tra scuola e ferrovia emerge anche dai viaggi d'istruzione. Nel 2025 e nei primi mesi del 2026 circa 2,1 milioni di persone tra studenti e docenti hanno scelto il treno per raggiungere città d'arte e luoghi culturali. Nell'anno scolastico 2025-2026 le prenotazioni sono cresciute del 12%, con 150mila viaggi in più rispetto all'anno precedente.

 

Ma il viaggio quotidiano dello studente pendolare racconta qualcosa di diverso. Un’esperienza che porta i ragazzi ad imparare presto a conoscere orari e coincidenze, organizzare la propria giornata e conquistare progressivamente autonomia. Il vagone può diventare un luogo dove ripassare un'interrogazione all'ultimo minuto, terminare qualche pagina di un libro o semplicemente ritrovare, mattina dopo mattina, gli stessi volti.

 

Piccole comunità di viaggio con i compagni di scuola, ragazzi di istituti diversi e amicizie iniziate magari aspettando lo stesso Regionale sulla banchina di una stazione. Poi arriva il pomeriggio con lo zaino che pesa forse un po' di più. La giornata scolastica è terminata e fuori dal finestrino il paesaggio percorre la strada inversa.

Per uno studente pendolare la campanella non segna la fine della giornata perché prima c'è ancora un treno da prendere e, qualche stazione più avanti, casa.