In apertura, Damiana Spoto con una delle sue creazioni
Per fare innovazione bisogna guardare al passato. Lo sa bene Damiana Spoto, anima creatrice del brand made in Italy Le4uadre urban poetry, dalle stampe esclusive e i colori avvolgenti, che durante la pandemia ha saputo reinventarsi nei materiali. Perché è davanti alle emergenze che si vede la forza e la creatività italiana.
Ristudiando vecchi testi sulla storia della moda, Damiana ha riscoperto una fibra autarchica tratta dalla caseina, la proteina del latte. «Viene inventata in Italia dall’imprenditore Antonio Ferretti nel 1935 e messa a punto due anni dopo, in piena campagna espansionistica coloniale», spiega la stilista. «Con l’attacco all’Etiopia, il nostro Paese infrange lo Statuto delle Nazioni Unite e viene condannato a pesanti dazi doganali sui beni di importazione, tra cui la lana. Da qui nasce il bisogno di trovare alternative valide: così Ferretti mette a punto il Lanital, che poi andò in disuso con il diffondersi delle fibre derivate dal petrolio».
Latte di scarto per il riuso in fibra Lanital
Un filato italiano, quindi, e per di più sostenibile: «Per realizzarlo si utilizza latte scaduto, che andrebbe buttato, inoltre, essendo già in forma liquida non ha bisogno dell’aggiunta di acqua ed è anche compostabile». Ma l’aspetto green non è la sola virtù di questo materiale: «È idratante, antibatterico e termoregolatore. La composizione proteica lo rende simile alla lana per il calore che trasmette ed è morbido quanto il cashmere. Alcuni produttori lo usano per i capi per i bambini, io lo utilizzo per gli adulti, stampandolo con disegni e grafiche».
E veniamo alle creazioni di Le4uadre: «La novità è che tingiamo il Latinal con il colore, che per me è ritmo, vibrazione e soprattutto gioia. Ed è quello che voglio trasmettere a chi indossa un mio capo. Le forme e le nuance di stole e borse provengono dai miei viaggi: si ispirano ai boschi della Basilicata, la mia terra d’adozione, o ai rosoni delle chiese italiane, in particolare della Sicilia, dove sono nata. A ogni suggestione corrisponde un colore o una forma. Sta poi a noi farli risuonare dentro, perché sono scariche elettriche, lucciole che vivono e pulsano accanto a te».
Articolo tratto da La Freccia
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