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In apertura la copertina del libro © Ufficio stampa Daniele Frongia

Il 2026 è arrivato con tanti buoni propositi e progetti da realizzare con il treno pronto ad accompagnarci nei luoghi scelti, o necessari, per raggiungere il risultato tanto sperato e desiderato. Ed è proprio durante il tempo del viaggio che la lettura può aiutare a passare i minuti immergendosi in una storia che potrebbe regalare spunti interessanti, come nel caso del romanzo d’esordio di Daniele Frongia: “Molte vite. Roma, il padel, l’apparenza”.

 

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Un libro, Premio Internazionale BOOKS for PEACE alla Cultura, che racconta un mondo volto a nascondere segreti e inquietudini tra ciò che sembra perfetto, l’ambiguità che fermenta sotto la vita mondana, il prestigio sociale e l’apparente successo di Elena, la protagonista. Un percorso che alla superficie risulta essere brillante nei circoli sportivi, nelle cene eleganti della Roma perbene e nei vari incontri ma che inizia piano piano ad incrinarsi e a portare verso numerosi interrogativi.

Daniele Frongia

Daniele Frongia © Ufficio stampa Daniele Frongia

L’autore accompagna lettrici e lettori in un piacevole vortice frammentato e intenso, con una prosa che risalta soavemente le emozioni della protagonista privilegiando quelle che sono le sue impressioni. Grazie ad una lettura coinvolgente, dalla quale possiamo percepire una marcata introspezione psicologica di Elena rispetto al suo quotidiano, il romanzo è anche un’occasione per riflettere sul ruolo sociale delle donne e sulle rispettive ambizioni con un focus, straordinariamente voluto, sui compromessi per restare ancorate un certo mondo.

 

Daniele Frongia con “Molte vite. Roma, il padel, l’apparenza” racconta un modus operandi mai così attuale e all’apice di un mondo dove si gioca con i confini tra identità, potere sociale, desiderio e verità. Un’analisi contemporanea dove spazio e tempo viaggiano su un unico binario ma con destinazioni differenti, con il “noi” costruito e l’altra parte chissà dove.