Un altro avvincente mistero per i detective Simon Waterhouse e Charlie Zailer, insieme alla loro squadra. Quattro omicidi sono al centro del nuovo romanzo di Sophie Hannah, tutti compiuti con lo stesso modus operandi, nella medesima area geografica e quindi ascrivibili a un singolo killer.

 

Ma il movente? Il filo conduttore sembrerebbe la forte amicizia che lega le quattro vittime a due a due, ma accanto a ogni cadavere compare un ulteriore indizio: un piccolo libretto con le pagine spillate, completamente vuoto se non per alcune parole prese da poesie famose, versi il cui significato appare inquietante e difficile da decifrare. 

 

A scombussolare le ipotesi al centro delle indagini nella contea di Culver Valley, colpi di scena, depistaggi e un quinto omicidio che fuoriesce dagli schemi: il metodo di uccisione è diverso e l’ultima vittima non ha una “amicizia speciale” a cui poter essere congiunta. Diventa veramente difficile individuare chi potrebbe essere la sua metà complementare e quindi chi possa trovarsi in pericolo di vita.

Ecco che emerge l’accattivante e non convenzionale personaggio di Kim Tindall: una famosa e apparentemente cinica comica che ha ricevuto di persona, circa un anno prima degli ultimi eventi, un libretto uguale a quello trovato sulle scene del crimine. Kim non è una persona socievole, non ha amici, non sa a chi potrebbe essere collegata. Forse sarà la prossima vittima? Perché il killer l’ha risparmiata in tutto questo tempo? Con chi potrebbe avere una connessione? 

Gli ispettori dovranno intrecciare molti dettagli e fatti diversi prima di trovare tutti i pezzi mancanti del puzzle e scoprire il vero movente degli omicidi. Le sfumature psicologiche da tenere in considerazione sono tante, il killer ha un profilo particolare e le motivazioni che lo spingono a uccidere sono profondamente intime e con uno scopo preciso.

 

Soddisfa piacevolmente, pagina dopo pagina, l’accurata descrizione intima ed emotiva dei personaggi, ognuno con caratteristiche peculiari, a cui il lettore riesce ad affezionarsi. Alla fine del racconto diventano quasi amici, si vorrebbe dare loro consigli e suggerimenti durante la risoluzione di questa indagine in cui i libri sono dappertutto. 

Nel complesso, un giallo appassionante e un invito alla consapevolezza delle proprie azioni. Una considerazione che passa proprio dalla passione per i libri, dalla loro forza e, talvolta, anche dalla loro pericolosità. Mentre il lettore cerca di risolvere il caso immaginandosi insieme ai detective Waterhouse e Zailer, si ritrova immerso in profonde riflessioni che spaziano dalle scelte personali all’aiuto che diamo agli altri nelle relazioni che intraprendiamo, fino al modo in cui cerchiamo di contrastare ciò che riteniamo sbagliato.

 

I libri hanno molti poteri e Hannah ne è consapevole: possono farci sognare ed emozionare, riescono a mostrarci la realtà sotto diversi punti di vista, ci fanno divertire o annoiare, possono essere il seme che fa fiorire nuove idee. Ed ecco che da questa verità sottile ma decisa, i libri e la loro forza sono i protagonisti celati di questo racconto avvincente e avvolgente.