In apertura, Cammino delle Terre mutate, da Camerino a Fiastra (MC) © Cristina Menghini

Torna la Marcia solidale nelle terre mutate, un nuovo percorso promosso dall’associazione Movimento tellurico che quest’anno porta a esplorare il versante marchigiano dei Monti Sibillini. Come da tradizione, ogni estate, l’ente presieduto da Enrico Sgarella conduce decine di camminatori alla scoperta di un diverso itinerario nel centro Italia. Un modo per non dimenticare le conseguenze - tuttora visibili come ferite aperte - degli eventi sismici che si sono succeduti nel 2009 all’Aquila, nel 2012 in Emilia-Romagna, nel 2016 ad Amatrice (RI), in ottobre nelle Marche e in Umbria, a inizio 2017 nel cuore di Campotosto, sempre nell’Aquilano.

Quest’anno il focus della Marcia è concentrato sulle Marche e intreccia il Cammino nelle terre mutate (da Fabriano all’Aquila in 250 chilometri) con il Cammino Francescano della Marca (167 chilometri, da Assisi ad Ascoli Piceno) e l’antica Via Lauretana (da Assisi a Loreto, per un totale di 220 chilometri). Si parte il 14 luglio da Pievebovigliana alla volta di Fiastra, per attraversare Cessapalombo, raggiungere Polverina e tornare il 17 nella città di partenza. Un itinerario in provincia di Macerata alla scoperta di alcuni tra i borghi più sorprendenti del territorio appenninico che, dal 2016, vivono nella lunga attesa di una ricostruzione, ostacolata negli ultimi due anni anche dalla pandemia.

L’associazione Movimento tellurico, che unisce trekking, ecologia e solidarietà, è nata proprio per prendersi cura dei territori sconvolti dalla furia dei terremoti, dopo l’esperienza della prima Lunga marcia per L’Aquila, che nel 2012 condusse a piedi oltre 50 persone da Roma al capoluogo abruzzese. Nel frattempo, è sopravvenuto anche il terremoto dell’Emilia, nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo. E questo territorio divenne protagonista della seconda edizione della Marcia. E poi ancora terremoti e alluvioni, a colpire diverse altre regioni.

Lago di Fiastra (MC)

Lago di Fiastra (MC) © Cristina Menghini

«Ormai è sotto gli occhi di tutti: l’Italia frana, l’Italia trema», ha dichiarato Sgarella. «Non ne possiamo più dei disastri ambientali e dei successivi richiami alla solidarietà da parte di chi non è intervenuto per impedire lo sfruttamento e la devastazione del territorio. È il momento di prevenire», prosegue il presidente di Movimento tellurico. «Aspiriamo a un grande progetto per tutto il Paese basato sulla messa in sicurezza degli edifici, in particolare di scuole e ospedali, e per questo ci rivolgiamo alle associazioni di volontariato e promozione sociale che agiscono per la tutela dell’ambiente, così come alle comunità di base, con l’obiettivo di creare un’azione comune, una rete di collegamento capace di promuovere la messa insicurezza del territorio e degli edifici. Proponiamo a tutti di partecipare a un progetto condiviso camminando insieme attraverso l’Italia: dal Friuli all’Emilia, scendendo lungo la dorsale appenninica fino all’Aquila, all’Irpinia e ancora oltre», continua Sgarella. Che conclude con un invito alla Marcia solidale nelle Marche: «Vi aspettiamo per camminare insieme attraversando l’Italia che non trema di fronte ai terremoti».

L’organizzazione della XI edizione del cammino-evento è curata, oltre che da Movimento Tellurico, dall’associazione Cosa accade se abitiamo (Casa), nata dopo il terremoto, uno spazio aperto a conversazioni, residenze temporanee in alta quota, reti e progetti di valorizzazione per il territorio.

Il cammino dura quattro giorni: si parte giovedì 14 luglio da Pievebovigliana per scoprire un gioiello di pietra arenaria dal quale si percorrono antiche vie di pastori affacciate, nella valle del Fiastrone, su un paesaggio dominato da straordinari elementi caratterizzanti la biodiversità di questo territorio: il lago di Fiastra, le Lame rosse, la Lecceta relitta, la Grotta dei frati ribelli. La prima tappa è lunga 15 chilometri, con 750 metri di dislivello in salita. Da lì, nella seconda giornata, si passa per Tribbio di Montalto fino ad arrivare al Giardino delle Farfalle di Cessapalombo, totalizzando 16 chilometri di cammino, con 570 metri di dislivello. La terza tappa conduce fino a Polverina (14 chilometri, 660 metri in salita), concludendo l’esperienza della Marcia nell’atmosfera evocata da piccoli sconosciuti scrigni come Vestignano e San Maroto, prima di rientrare a Pievebovigliana (10 chilometri, 400 metri in salita).

Lunga marcia nelle terre mutate 2018 - Colle Altino (Frazione di Camerino)

Lunga marcia nelle terre mutate 2018 - Colle Altino (Frazione di Camerino) © Cristina Menghini

Sullo sfondo il paesaggio marchigiano, autentico crocevia di cammini con le sue colline, i laghi e le montagne, attraverso sentieri e mulattiere percorsi in passato da viandanti, eremiti e partigiani. Tutti luoghi oggi solcati da numerose vie del turismo lento, in grande espansione anche in questa regione.

La tappa di venerdì 15 (Fiastra-Tribbio di Montalto-Cessapalombo) aderisce a It.a.cà migranti e viaggiatori-Festival del turismo responsabile, che invita a scoprire luoghi e culture in modo etico e rispettoso dell’ambiente. Oltre all’aspetto di scoperta del territorio, nella mission della Marcia solidale svolge un ruolo centrale l’elemento della condivisione, che porta i camminatori a stretto contatto con le comunità locali attraverso dibattiti, serate danzanti e racconti del territorio. Con la volontà di mantenere alta l’attenzione su una ricostruzione che stenta a partire e con l’obiettivo di trovare nuove chiavi di lettura per una terra in costante mutamento.

I partecipanti alla Marcia possono contare anche su uno speciale servizio di trasporto bagagli, che rende più agevole l’esperienza soprattutto per le famiglie e i neofiti, con la possibilità di dormire in tenda o in strutture d’accoglienza con posti limitati.

«L’Appennino marchigiano è un crocevia di cammini per scoprire un paesaggio meraviglioso e comunità tenaci che, grazie al turismo lento e sostenibile, vedono nuove opportunità di sviluppo nel post terremoto e post pandemia», commenta il vicepresidente di Movimento tellurico Alberto Renzi, i cui nonni sono marchigiani di Ussita. «Insieme a Federtrek e Associazione proletari escursionisti di Roma, lavoriamo da cinque anni a stretto contatto con operatori e amministrazioni per creare un sistema di percorsi ciclo-escursionistici adatti a tutti i livelli e le esigenze», continua Renzi.

La fioritura nella piana di Castelluccio di Norcia (PG)

La fioritura nella piana di Castelluccio di Norcia (PG) © Roberto Canali

E segnala un’altra iniziativa che merita l’attenzione degli appassionati di turismo lento, realizzata sul versante umbro dei Sibillini, in un territorio colpito altrettanto duramente dai terremoti. Si tratta di Norcia Slow, fresca di inaugurazione, che consente di attraversare il Parco nazionale dei Monti Sibillini grazie a una mappa con dieci itinerari da percorrere in bici o a piedi per un totale di oltre 200 chilometri. Un vero e proprio paradiso per gli amanti del trekking, della mountain bike e dei percorsi a cavallo, da scoprire a passo lento a contatto con la ricchezza naturalistica della Piana di Santa Scolastica e del Pian Grande di Castelluccio. Tra fitti boschi e valli dai panorami mozzafiato, è protagonista l’alta Valnerina con i suoi borghi nascosti e i sapori tipici della tradizione nursina.

La mappa, disponibile in formato cartaceo e in Gps, racconta gli itinerari attraverso differenti colori abbinati ai sentieri, di livello accessibile a tutti, dal turista al neofita, sino ai genitori con bambini. Grazie all’utilizzo di appositi QR code, inoltre, Norcia Slow offre la possibilità di accedere a contenuti multimediali caricati sulla piattaforma Outdooractive.com con le schede di ogni singolo percorso, comprensive di profilo altimetrico, mappa digitale, informazioni su flora e fauna e testi di approfondimento corredati da immagini.

L’evento clou della zona sono i weekend della straordinaria fioritura di Castelluccio di Norcia, in provincia di Perugia. Per l’occasione, l’Ente Parco ha predisposto un piano di mobilità sostenibile con i Comuni direttamente interessati che prevede la chiusura al passaggio di autovetture e camper, mentre viene consentito libero accesso ai mezzi a due ruote, ai bus turistici e alle autovetture di residenti. Per raggiungere Castelluccio si può lasciare il proprio mezzo in uno dei numerosi parcheggi di prossimità prenotabili sul sito parchiaperti.it e poi utilizzare il servizio navetta o muoversi a piedi, in bicicletta, o in e-bike. Chi vuole arrivare a Norcia direttamente in bici può prendere il treno fino a Spoleto e proseguire con la linea di bus Spoleto-Norcia E401, grazie al servizio messo a disposizione da FS Italiane. Perché l’andamento lento è al passo con i tempi.

Articolo tratto da La Freccia

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