Nuovi treni, mezzi elettrici per il trasporto merci e manutenzione della flotta esistente. È su questi tre fronti che i green bond di FS Italiane sostengono il rinnovamento del materiale rotabile, contribuendo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dell’efficienza del sistema ferroviario.
Secondo il Green Bond Report 2025, nel periodo 2019-2025 le emissioni green del Gruppo hanno finanziato 262 nuovi treni regionali per un valore di oltre 2 miliardi di euro. Si tratta di convogli elettrici destinati al trasporto regionale, progettati per migliorare l’esperienza di viaggio e ridurre l’impatto ambientale rispetto a mezzi meno efficienti. Il report attribuisce a questi investimenti oltre 98mila tonnellate di CO₂ equivalente evitate.
Accanto al trasporto regionale, una quota significativa dei proventi è stata destinata anche all’alta velocità. I green bond hanno finanziato 29 nuovi Frecciarossa 1000, per un valore di oltre 1 miliardo di euro. Parte dei treni è in servizio in Italia, dove il confronto ambientale viene effettuato rispetto alla precedente generazione ETR 500; un’altra parte riguarda i servizi ad alta velocità in Spagna, per i quali il report considera il risparmio energetico, poiché l’energia di trazione proviene al 100% da fonti rinnovabili.
La sostenibilità della flotta passa anche dal trasporto merci. I proventi dei green bond hanno finanziato 40 locomotive elettriche E494 e 140 carri Shimmns, per un valore complessivo di 123 milioni di euro. Una scelta coerente con il ruolo della ferrovia nella decarbonizzazione della logistica, settore in cui il trasferimento di traffico dalla strada al ferro può contribuire a ridurre emissioni, congestione e consumo energetico.
Ma il rinnovo della flotta non riguarda solo l’acquisto di nuovi mezzi. Una parte rilevante degli investimenti finanziati con green bond è destinata a manutenzione e revamping, cioè agli interventi che permettono di prolungare la vita utile dei treni, migliorarne l’affidabilità e mantenerne le prestazioni ambientali. Il report indica circa 1,7 miliardi di euro destinati a queste attività, pari a 1.058 treni equivalenti: non necessariamente nuovi convogli fisici, ma una misura che traduce interventi diversi su treni, carrozze e componenti della flotta in un valore omogeneo e confrontabile. A questi interventi sono associate circa 5,2 milioni di tonnellate di CO₂ evitate nel periodo considerato. È un dato che racconta una dimensione meno visibile, ma decisiva, della transizione sostenibile. Intervenire sulla flotta esistente significa evitare sprechi, contenere il ricorso a nuove produzioni, mantenere elevati standard di servizio e contribuire alla circolarità del sistema. Il report evidenzia inoltre che gli investimenti considerati riguardano mezzi elettrici o componenti utilizzati in composizione elettrica, in linea con i criteri della tassonomia europea per il trasporto ferroviario passeggeri e merci.
Anche il tema della circolarità entra nella rendicontazione. I treni finanziati attraverso green bond presentano tassi elevati di riciclabilità: oltre il 94% per l’ETR 1000, oltre il 96% per il Pop e oltre il 97% per il Rock. Il Frecciarossa 1000 e il Rock dispongono inoltre di Environmental Product Declaration, con indicatori che rendono misurabile l’impronta ambientale per passeggero-chilometro.
Dai regionali all’alta velocità, dalla logistica alla manutenzione, la flotta finanziata dai green bond mostra così il volto più concreto della sostenibilità ferroviaria: treni elettrici, mezzi più efficienti, interventi di cura del patrimonio esistente e benefici ambientali misurati lungo l’intero ciclo di vita.
Progetti e strategia verdi del Gruppo FS
10 giugno 2026