La sostenibilità passa anche dalla finanza. È questa una delle chiavi di lettura del Green Bond Report 2025 di FS Italiane, il documento che rendiconta l’allocazione dei proventi e gli impatti ambientali dei green bond emessi dal Gruppo nell’ambito del proprio Green Bond Framework, il quadro di riferimento che definisce criteri e progetti finanziabili. Al 31 dicembre 2025 FS conta nove green bond, per un valore complessivo di 5,75 miliardi di euro. Risorse destinate a progetti che coprono l’intera catena del valore ferroviaria: nuovi treni regionali, Frecciarossa 1000, locomotive e carri merci elettrici, interventi di manutenzione e ammodernamento della flotta, investimenti nell’alta velocità e nell’alta capacità.
Il report conferma il legame tra strategia industriale e obiettivi ESG del Gruppo. La sostenibilità viene indicata come pilastro dello sviluppo della mobilità integrata, con un’attenzione particolare alla transizione climatica, alla creazione di valore industriale e al benessere delle comunità. Nel 2025 le emissioni Scope 1 e 2 del Gruppo, secondo l’approccio location-based, sono pari a 1,87 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, in calo del 26,9% rispetto al 2019. Tra gli altri indicatori ESG evidenziati figurano il 94,7% dei rifiuti differenziati o recuperati, il 33,3% di donne in ruoli manageriali e 1.278 operatori economici e fornitori registrati al questionario ESG.
Un altro elemento centrale riguarda l’allineamento alla tassonomia europea, il sistema di classificazione dell’UE che identifica le attività economiche considerate sostenibili dal punto di vista ambientale. Nel 2025 il 59,5% del fatturato consolidato del Gruppo, il 36,3% delle spese operative e l’89% degli investimenti in conto capitale risultano allineati agli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsti dalla normativa UE.
La logica dei green bond è semplice: raccogliere capitali destinati a progetti con benefici ambientali misurabili. Nel caso di FS, i proventi sono allocati al 100% tramite finanziamenti intercompany verso Trenitalia, RFI, Mercitalia Rail e FS International, che realizzano gli investimenti ammissibili previsti dal framework.
Il report traduce questi investimenti in impatti ambientali attraverso diverse metodologie. Per i nuovi treni viene utilizzato un confronto con modelli precedenti o con la media di mercato; per la manutenzione e il revamping si considera anche il beneficio rispetto allo scenario di trasporto su gomma; per le infrastrutture vengono stimate le emissioni evitate grazie allo spostamento di traffico dalla strada alla ferrovia. Una lettura tecnica, ma con un messaggio chiaro: la transizione sostenibile del trasporto ferroviario si misura nella capacità di ridurre consumi, emissioni e impatti lungo tutta la filiera.
Il percorso è supportato anche da verifiche esterne. Il Green Bond Framework aggiornato nel 2022 ha ricevuto da Sustainalytics una Second Party Opinion, che ne ha confermato l’allineamento alla tassonomia UE e la conformità agli ICMA Principles. Dal 2025, inoltre, PwC fornisce una Third Party Opinion sui Green Bond Report, rafforzando il profilo di trasparenza e rendicontazione degli strumenti finanziari sostenibili del Gruppo.
In questo quadro, i green bond non rappresentano soltanto uno strumento finanziario, ma una leva per accompagnare gli investimenti industriali verso una mobilità più sostenibile, efficiente e integrata. Una strategia che collega capitali, progetti e risultati ambientali, trasformando la finanza ESG in infrastrutture, treni e servizi concreti per il Paese.
Progetti e strategia verdi del Gruppo FS
10 giugno 2026