La rete ferroviaria gestita dal Gruppo FS è al centro di una strategia che integra la conservazione e la valorizzazione del capitale naturale nelle attività di sviluppo infrastrutturale, con l’obiettivo di trasformare le aree ferroviarie in veri e propri corridoi ecologici. L'obiettivo è integrare la conservazione della flora e della fauna nella pianificazione infrastrutturale anche utilizzando approcci e modelli scientifici capaci di quantificare i benefici correlati all’integrazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici nella progettazione e gestione delle infrastrutture ferroviarie.
La definizione di questo approccio scientifico ha trovato una dimensione internazionale nel framework ECOV4R (Ecosystem Valuation for Railways), una metodologia promossa dalla UIC (Union Internationale des Chemins de fer) e giunta a compimento nella primavera del 2026 attraverso l'attiva collaborazione di Rete Ferroviaria Italiana con l’obiettivo di integrare in modo strutturato la valutazione dei servizi ecosistemici nella pianificazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture ferroviarie, affiancando e rafforzando le tradizionali valutazioni di impatto ambientale. Il Framework consentirebbe di quantificare, valorizzare, anche in termini economici, e comunicare i benefici e/o gli effetti ambientali generati dalle opere ferroviarie e dalle relative misure di mitigazione e compensazione.
Attraverso la metodologia ECOV4R, la vegetazione e i suoli ferroviari emergono come veri e propri alleati strutturali ad impatto positivo. Da un lato la vegetazione concorre alla resilienza climatica, poiché le radici stabilizzano i terreni prevenendo frane e smottamenti lungo le scarpate. Dall'altro, i canali naturali e i terreni permeabili svolgono una fondamentale funzione di regolazione idrica, mitigando il rischio di alluvioni e rallentando i flussi meteorici. A questo si aggiunge l'azione delle aree verdi ferroviarie che contribuiscono all'assorbimento di CO2.
Il modello ECOV4R è stato validato attraverso specifici casi studio internazionali. Tra questi figura la linea Cotswold nel Regno Unito, dove Network Rail ha valutato soluzioni di ingegneria naturalistica nel bacino del fiume Evenlode per proteggere la linea dalle piene. In Spagna, lungo la tratta ad Alta Velocità Palencia–León, l'operatore ADIF ha condotto un'analisi retrospettiva sui terreni ripristinati nella Valle del Duero, dimostrando il valore ecologico e la capacità di stoccaggio del carbonio delle zone umide e delle praterie create come misure di mitigazione post-cantiere.
L'impegno sul fronte degli standard globali prosegue ora con l'iniziativa ACORN (Alliance for Connecting Railways and Restoring Nature) della UIC, avviata per favorire il confronto e la collaborazione tra i principali stakeholder del settore ferroviario a livello internazionale. In questo contesto FS Engineering ed RFI contribuiscono al confronto metodologico e allo sviluppo di approcci innovativi, portando al centro del dibattito il ruolo dei servizi ecosistemici come chiave di lettura dei territori nella progettazione di infrastrutture sostenibili. L'obiettivo è condividere esperienze, strumenti e metodologie capaci di integrare la tutela della biodiversità e il ripristino del capitale naturale nei processi di pianificazione, progettazione e gestione delle infrastrutture ferroviarie.
A livello nazionale, la tutela della biodiversità si concretizza attraverso strategie orientate alla conservazione degli habitat, alla riduzione delle pressioni antropiche e al miglioramento dei servizi ecosistemici, con l’obiettivo di preservare le componenti naturali più sensibili e rafforzarne la resilienza nel tempo.
In Sicilia, ad Augusta, la linea ferroviaria Catania–Siracusa attraversa oggi una porzione dell’area protetta delle Saline di Augusta, un contesto di particolare pregio ambientale su cui RFI sta intervenendo con due opere infrastrutturali già in fase realizzativa. La prima è il bypass ferroviario di Augusta, che prevede circa 3 chilometri di nuovo tracciato in sostituzione di 7 chilometri della linea storica; la seconda è il collegamento ferroviario al porto commerciale, realizzato attraverso una nuova bretella connessa alla rete nazionale e inserita nel più ampio progetto di ampliamento dello scalo.
Entrambi gli interventi sono orientati a una progressiva riduzione delle interferenze tra infrastruttura e sistema naturale, grazie alla dismissione della linea esistente e dell’attuale stazione prossima alle saline, allo spostamento del tracciato ferroviario lontano dalla zona protetta e alla realizzazione di una nuova stazione a nord del centro abitato. Tale trasformazione consente di restituire continuità ecologica agli habitat delle saline, riducendo il disturbo sulle specie e migliorando le condizioni complessive degli ecosistemi locali. Nel loro insieme, queste azioni contribuiscono a rafforzare un approccio integrato in cui la biodiversità diventa elemento strutturale nella pianificazione, promuovendo soluzioni in grado di generare benefici ecologici duraturi e di incrementare il valore ecologico del territorio.
Sul fronte della valorizzazione della biodiversità spicca il progetto LIFE PolliNetwork, iniziativa cofinanziata dall'Unione Europea che vede RFI e Anas al fianco di partner scientifici quali WWF, ISPRA e mondo accademico. Il progetto mira ad aumentare in modo significativo gli habitat favorevoli agli insetti impollinatori - apoidei, sirfidi e lepidotteri - invertendone il declino dato il loro ruolo strategico nel processo di impollinazione, anche attraverso la creazione di corridoi ecologici, le Buzz Lines, lungo strade e linee ferroviarie che ne favoriscano alimentazione e mobilità. RFI contribuisce alla definizione di protocolli tecnici, alla realizzazione di interventi pilota e alla redazione di linee guida per la valorizzazione della biodiversità anche attraverso soluzioni sperimentali di manutenzione e gestione della vegetazione lungo la rete.
Infine, la strategia di rigenerazione si estende alle linee non più utilizzate dall'esercizio ferroviario. Laddove i tracciati dismessi non vengono destinati ai treni storici o turistici, RFI ne promuove la riconversione in Greenways attraverso cessioni agli enti locali. Trasformati in itinerari ciclopedonali, i binari in disuso riducono la pressione antropica e il consumo di suolo, incrementano corridoi verdi e biodiversità, favorendo cicloturismo e mobilità attiva.