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La sicurezza non è solo un protocollo da seguire, ma un valore identitario che mette al centro la persona. È questo il messaggio emerso ieri a Roma, presso la Sala Esquilino di Termini, durante il primo Safety Day del Gruppo FS. L’appuntamento, che ha visto per la prima volta la partecipazione delle società estere del Gruppo insieme a tutte le realtà attive sul territorio nazionale, ha sancito la chiusura di un percorso di sensibilizzazione che ha coinvolto migliaia di dipendenti.

 

L'apertura dei lavori è stata affidata a Tommaso Tanzilli, Presidente del Gruppo FS, che ha sottolineato come la protezione della salute sia un obiettivo dinamico, cresciuto di pari passo con l'evoluzione normativa degli ultimi trent'anni.

«La salute e la sicurezza sul lavoro rappresentano un valore strategico per l’azienda, che pone un’attenzione elevata sull’argomento attraverso una cultura della sicurezza che si concretizza in un percorso diffuso e partecipato, sostenuta da una formazione continua. Negli ultimi 30 anni, anche grazie all’introduzione e all’evoluzione del quadro normativo, la consapevolezza su questi temi è cresciuta, e iniziative come il Safety Day favoriscono confronto e condivisione, contribuendo alla crescita di ciascuno».

Per il Gruppo FS, la riduzione degli infortuni passa inevitabilmente attraverso la tecnologia e la trasparenza. Stefano Antonio Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale, ha evidenziato come la gestione di realtà industriali complesse richieda un approccio metodologico rigoroso, partendo dall’analisi dei mancati infortuni, i cosiddetti near miss.

«La sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta nella gestione di realtà industriali complesse come la nostra. Non esiste il rischio zero, ma attraverso investimenti, formazione, metodi e tecnologie è possibile ridurre la probabilità degli errori e mitigarne gli effetti. Per esempio, la segnalazione dei near miss è fondamentale per tracciare anche gli eventi non impattanti drammaticamente e capire quali azioni intraprendere per evitare che lo diventino. Dunque, la cultura della sicurezza si costruisce con una maggiore responsabilità e trasparenza, affinché chi lavora possa tornare a casa sano e salvo ogni giorno».

Un punto nodale dell’incontro è stato il collegamento tra la sicurezza e i valori espressi dal Manifesto della Leadership del Gruppo FS. Secondo quanto emerso durante la mattinata, la sicurezza non può essere semplicemente calata dall'alto, ma deve essere alimentata da una leadership diffusa. Questo approccio mira a trasformare i dipendenti in veri leader della sicurezza, capaci di esercitare un ascolto attivo e di umanizzare il dato statistico, vedendo dietro ogni procedura la tutela del collega e la costruzione di un ambiente attento all'altro.

 

Questa visione è supportata da una collaborazione costante con l'INAIL — avviata nel 2022 — che punta su ricerca e innovazione, come l'impiego di DPI smart e tecnologie avanzate per monitorare i rischi in tempo reale. La prevenzione partecipata e la formazione continua vengono identificate come le uniche leve in grado di incidere concretamente sulla riduzione degli infortuni.
 

Il dibattito ha visto il coinvolgimento dei responsabili HSE delle principali business unit - RFI, Trenitalia, Anas e FS Logistix - che hanno delineato i piani d'azione per il 2026, confermando la sinergia con le organizzazioni sindacali.

 

A testimonianza dell'universalità di questi temi, l’evento ha ospitato anche il contributo del mondo aeronautico, attraverso l'esperienza di chi ha diretto le Frecce Tricolori e l'Ispettorato per la sicurezza del volo. È stato ribadito come la capacità di intervenire in anticipo sulle situazioni di pericolo, osservando i dati e curando le relazioni nel gruppo, sia l'unico modo per prevenire l'incidente.

 

Il Safety Day si conferma così non solo un momento celebrativo, ma un impegno programmatico per il 2026: fare della sicurezza un'abitudine quotidiana, fatta di piccoli gesti e rigoroso rispetto delle procedure.