Dopo la vittoria al Golden Globe, Laura Pausini è stata candidata all'Oscar nella categoria "Best Original Song" per l'interpretazione del brano Io sì/Seen del film La vita davanti a sé con Sophia Loren per la regia di Edoardo Ponti. La star italiana from Solarolo, riuscita a costruirsi una carriera internazionale, potrebbe, quindi, portarsi a casa uno dei premi più ambiti a livello mondiale.
Un'artista che sa cosa significa darsi da fare e, anche dopo aver fatto incetta di riconoscimenti all over the world, come i Latin Grammy, pensa alla prossima sfida. Eppure lei, in passato, ha avuto «paura di non meritarmi il successo, di spiegarlo a me stessa. C’è stato un momento in cui mi sentivo in colpa di vivere questo consenso. Non so se accadrà, ma se trionfassi agli Oscar, i miei compagni di scuola mi hanno scritto che mi mancherebbero solo le olimpiadi».
Resta che il boom della canzone è arrivato anche nelle classifiche americane piazzandosi nella Top 20 delle più trasmesse nell'airplay statunitense e, come ammette la stessa cantante, «quando vai all'estero e cantano nella tua lingua è tanta roba».
Laura Pausini si sente orgogliosa di essere italiana e, con la voce rotta dalla commozione, ci tiene a condividere questo momento con tutto il Paese.
«Io non so che cos’ha di particolare la mia vita. Da quando ho vinto Sanremo, 28 anni fa, mi chiedo continuamente il perché, ma quel giorno, dentro di me, è nato il desiderio di non accontentarmi e di essere disciplinata come un atleta. Ho fatto sempre il meglio, ma il Golden Globe e la nomination all’Oscar non so come prenderle, non lo avrei mai immaginato». Effettivamente dal lancio della sua prima hit, La solitudine, di strada ne ha fatta e tutto quello che le sta accadendo, lo prende «come una sfida con me stessa, una responsabilità a cui non riesco a dire di no. È un dovere non arrendermi, i premi non significano il fatto di essere arrivati, ma incominciare qualcosa di nuovo che ancora non conosco. E ogni tanto mi spaventa, perché non so se sono in grado. Le cose diventano sempre più grandi e io mi sento piccola. Ogni volta che accade, invece di tirarmi indietro, mi butto nella sfida». Non ci resta che tifare per la "nostra" Laura, che è in attesa di conoscere i piani per partecipare alla cerimonia della 93ª edizione dei premi Oscar, fissata il 25 aprile al Dolby Theatre di Los Angeles.
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