In apertura La via d’acqua all’interno del Parco Reale della Reggia di Caserta © Fabio Caricchia

Eden, oasi, paradiso terrestre. Il giardino è presente nell’immaginario dell’uomo nel corso dei secoli e delle civiltà. Il suo sviluppo ha conosciuto diverse fasi in parallelo con l’evoluzione della scienza botanica e con i contesti culturali di cui è espressione. Per chi volesse conoscere o approfondire la sua storia, la mostra Frammenti di Paradiso. Giardini nel tempo alla Reggia di Caserta, rappresenta un’occasione unica. L’esposizione, a cura di Tiziana Maffei, è visitabile fino al 16 ottobre e raccoglie oltre 150 opere tra dipinti, sculture, arazzi, erbari, libri, oggetti d’arte e interpretazioni contemporanee che raccontano l’evoluzione dei parchi nel tempo. Un caleidoscopio di rappresentazioni, dal Rinascimento ai primi anni dell’800, che offre una panoramica sull’intera Penisola nella sua varietà di paesaggi e stili di vita. Il percorso si articola in sette sezioni, lungo le grandi sale dell’appartamento della regina, affacciate sul Parco Reale con la scenografica via d’acqua. Le opere, in molti casi inedite, provengono da istituzioni italiane ed europee tra cui il Museo del Prado e il Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museo di Versailles a Parigi, la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti a Firenze.

Jakob Philipp Hackert, Landscape with the Palace at Caserta (1793) Olio su tela Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Jakob Philipp Hackert, Landscape with the Palace at Caserta (1793),  Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

Tra i tanti artisti presenti, spicca il nome di Jakob Philipp Hackert, celebre pittore tedesco che ha ritratto giardini e paesaggi della Campania e dell’Italia meridionale. La mostra si apre con il racconto dedicato al parco della Reggia di Caserta per chiudere con la sezione Giardini e rappresentazione simbolica, dove il verde diventa scenario di narrazioni sacre e mitologiche, uno spazio mistico in cui la storia del mondo occidentale rivive attraverso personaggi della tradizione letteraria e religiosa. Molti i temi approfonditi: il giardino come luogo d’espressione del potere, la convivenza di verde artificiale e selvatico dalla tradizione medicea fino all’800, solo per citarne alcuni. All’esposizione classica si affianca un percorso immersivo multisensoriale. Le tecnologie digitali consentono infatti di ammirare, e quasi di toccare, il progetto della Reggia realizzato dall’architetto Luigi Vanvitelli. L’esperienza olfattiva, fruibile visitando una sala appositamente allestita, trasporta il visitatore nel mezzo di un inebriante giardino in fiore, con le note morbide, fresche e delicate del mughetto a cui si mischiano quelle acquatiche che rievocano ruscelli e fontane. 

Scuola romana, Festa in villa ,XVII – XVIII secolo, olio su tela, Collezione privata, Roma

Scuola romana, Festa in villa , XVII – XVIII secolo, Collezione privata, Roma

È affidata, poi, alle opere di alcuni artisti contemporanei l’interpretazione del rapporto tra natura e società moderna: dal progetto Unrejected Wild Flora dell’artista brasiliana Maria Thereza Alves agli arbusti fragili di Eugenio Tibaldi, fino agli emozionanti scatti fotografici della serie Eden di Mimmo Jodice. Passato e presente si intrecciano, quindi, in un racconto che non si limita alla divulgazione di dati storici ma invita a riflettere sul significato di una relazione antica e sulla sua inevitabile evoluzione. Il giardino diventa, in questo senso, testimone dei valori etici della bellezza. Simbolo di un virtuoso addomesticamento che tocca più secoli e giunge, aderente al suo tempo, fino ai nostri giorni.

Articolo tratto da La Freccia

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