In cover, Coppa a figure rosse, di produzione attica; nel tondo Bendis, dea della vegetazione e degli animali. 440-430 a.C.

La mostra Vasi antichi è l’occasione giusta per visitare un luogo di solito lontano dagli itinerari più comuni a Verona, ricca di attrazioni. Aperta fino al 2 ottobre, è ospitata nel Museo archeologico al Teatro Romano, che domina dall’alto il panorama scenografico sul fiume Adige.

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Nella rassegna temporanea che propone un patrimonio di solito non visibile, sono esposte 80 ceramiche preromane, prodotte dal VII al IV secolo a.C. Di particolare impatto e dalla fattura singolare sono i “buccheri”, tipica produzione etrusca, contenitori e vasi di un colore nero, compatto e lucente.

Vaso per liquidi, a figure rosse, prodotto nell’antica Puglia; Eros alato e una donna con grappolo d’uva. IV secolo a.C.

L’effetto è dato da un particolare procedimento di cottura, in assenza di ossigeno che impedisce le trasformazioni chimiche di ossidazione che facevano assumere il comune colore arancione tipico, invece, degli altri vasi in terracotta. I buccheri simulavano così i ben più costosi servizi in bronzo che gli Etruschi sfoggiavano nei banchetti. L’uso di preziosi contenitori metallici era una caratteristica da mostrare durante i banchetti, per simulare un’abitudine conosciuta dei Greci, con i quali gli Etruschi intrattenevano continui rapporti commerciali.

Da ammirare, tra questi, in particolare per le sue dimensioni, un vaso monumentale donato dall’archeologo, linguista di fama e mecenate, Bernardino Biondelli, nato nel 1804. Questa mostra rappresenta così un’occasione per ricordare l’importanza del mecenatismo per l’ampliamento delle raccolte museali e il ricco patrimonio custodito negli archivi.

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