In apertura Giulietta Cavallotti, Stazione di Tor di Quinto courtesy Giulietta Cavallotti
Al di là del finestrino di un treno la vita può scorrere tra vita e sogno, suggerendo visioni che la pittrice e scultrice Giulietta Cavallotti ha deciso di imprimere su tela. Riflessi ad alta velocità, la sua mostra personale d’arte contemporanea al Museo Venanzo Crocetti di Roma dal 19 al 30 novembre, è frutto di una ricerca che combina media diversi. Parte, infatti, dalle foto scattate dall’artista nel corso dei suoi spostamenti lungo i binari italiani e in parte olandesi, per trovare poi una definitiva espressione artistica in dipinti a olio o tecnica mista. Non manca, tuttavia, anche una videoinstallazione, un filmato girato a bordo di una carrozza che esprime in movimento le immagini pittoriche.
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È proprio il movimento ciò che Giulietta Cavallotti ha voluto catturare con le sue pennellate, quello visto e vissuto dal finestrino nel percorso compiuto dal treno e restituito nei dipinti, grazie a un emozionante gioco di prospettive e riflessi (da cui il titolo della mostra).
Giulietta Cavallotti, Mi rifletto, courtesy Giulietta Cavallotti
I soggetti immortalati nelle opere pittoriche non sono solo i paesaggi e i luoghi penetrati dai binari, panorami imbiancati, industriali, dai colori rasserenanti e dalle tinte pastello, treni in lontananza o fermi in stazione, ma anche i passeggeri incontrati di stazione in stazione. Pendolari, turisti o semplici accompagnatori, tutti diversi ma con due aspetti in comune che hanno portato l’artista a focalizzarsi sul loro stato interiore, tra solitudine e malinconia. Da un lato l’attesa di ciò che verrà, che si tratti dell’inizio o della fine di un viaggio, la semplice attesa di un treno o quelle più suggestive di una nuova avventura e di amici e parenti venuti da lontano o rivisti da tempo. Dall’altro lato la cultura, che trova espressione nei libri, ritratti aperti e poggiati sul tavolino o mentre sono divorati dagli occhi di una signora assorta nella lettura.
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