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Al binario uno della stazione Termini di Roma si è tenuta ieri una sentita cerimonia in ricordo di Modesta Valenti, la donna senza fissa dimora che, 43 anni fa, perse la vita davanti alla principale stazione della Capitale dopo ore di sofferenza. Modesta non fu soccorsa dall’ambulanza, che si rifiutò di trasportarla in ospedale a causa delle sue condizioni igieniche, un episodio che ancora oggi scuote la coscienza collettiva della città. 

Attorno alla targa che ricorda la sua storia si sono raccolti rappresentanti delle istituzioni e delle realtà sociali impegnate nel sostegno ai più fragili. Presenti Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer di Ferrovie dello Stato Italiane, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, e Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma. La commemorazione è stata occasione per ribadire il valore della dignità di ogni persona e per riflettere sulle responsabilità sociali che impongono di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle situazioni di marginalità.

Nel suo intervento Gian Luca Orefice ha sottolineato l’impegno sociale del Gruppo FS accanto alla Comunità di Sant’Egidio e alla Caritas. «Noi staremo sempre al fianco di questa manifestazione» ha esordito Orefice, evidenziando come la solidarietà sia un pilastro della cittadinanza. «Riconoscersi negli altri è un valore fondativo dell’essere umani. Modesta è una creatura narrante: la sua storia deve rimanere impressa nella vita degli altri e servire da monito affinché non accada più».

Orefice ha poi riflettuto sul ruolo delle stazioni, luoghi di accoglienza che non devono più trasformarsi in scenari di abbandono. «Questa vita ci insegna che ci riconosciamo negli altri. La partecipazione del Gruppo FS con il volontariato d’impresa è un segnale tangibile che insieme possiamo cambiare le cose e attivare le coscienze, evitando che le persone restino sole nel loro dolore».

 

In chiusura, Orefice ha ribadito la necessità di un presidio umano costante: «Ciò che è successo fa male e non deve ripetersi. Ricordare ogni anno Modesta è la narrazione di ciò che non deve mai più accadere».