Si chiama Gps Standard e prende il nome dal sistema di sicurezza invisibile Ground Perimeter System ideato dal suo fondatore e presidente, Pietro Capula. L’azienda di Arnad, in provincia di Aosta, che produce tecnologie intelligenti nel campo della security, è un’eccellenza made in Italy diffusa in tutto il mondo. Accanto a Pietro lavora il Ceo Marco Capula, destinato a continuare con orgoglio la missione iniziata dal padre. 

Pietro e Marco Capula rispettivamente Presidente e Ceo di GPS Standard

Pietro e Marco Capula rispettivamente Presidente e Ceo di GPS Standard

Come funziona il vostro business?

PC Storicamente siamo conosciuti per i sistemi invisibili di protezione perimetrale, interrati e a differenza di pressione. Il Ground Perimeter System, sviluppato e brevettato nel 1979, ha dato il nome alla nostra azienda, che produce completamente in Italia. Lavoriamo con i clienti finali e gli studi di progettazione, per supportarli nella fase di programmazione e decidere insieme le migliori tecnologie da utilizzare. 

Quello della security sembra essere un territorio complicato.

MC È un settore che richiede requisiti molto stringenti, penso alle certificazioni come il Nos (nulla osta di sicurezza) o a quelle di qualità e ambientali, non facili da ottenere. Abbiamo operato in siti e contesti molto delicati, come in Iraq negli anni più caldi del conflitto bellico, e in Nord Europa, dove a causa dell’alto livello di sicurezza legato a una fornitura per i servizi segreti abbiamo potuto mettere in atto solo un supporto tecnico telefonico. Ancora oggi non abbiamo idea di quale sia il layout di quell’impianto.

 

PC Anche in Estremo Oriente, qualche anno fa, abbiamo messo a punto una fornitura di sistemi interrati acquistata direttamente dalle forze armate. Neppure i tecnici locali, che avevano supportato i militari nella fase di progettazione preliminare, hanno potuto seguire l’installazione. 

Un’azienda che guarda al mondo, quindi…

MC Lavoriamo molto all’estero, con una media del 35% del fatturato e picchi che superano anche il 50%. Siamo presenti in Europa, dove abbiamo partner storici in Inghilterra, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Ma anche in Turchia, che è un po’ la nostra porta verso il Medio Oriente. Abbiamo lavorato in tutto il Nord Africa: Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto. E da anni collaboriamo con un partner storico per lo sviluppo del mercato cinese.

 

PC Inoltre, da qualche anno, siamo presenti anche nell’Africa subsahariana, in Nigeria, nel settore oil&gas, con soluzioni per la protezione delle pipeline contro i tentativi di sabotaggio, ma anche per l’individuazione di guasti. Da poco abbiamo anche stretto una nuova collaborazione con un’azienda indiana, un mercato che avrà una crescita esponenziale se si pensa che il Paese asiatico conta, tra i vari siti di sicurezza nazionale, circa 150 aeroporti nazionali e internazionali. 

Trasporti e sistemi di sicurezza sono realtà strettamente connesse. Quali sono gli interventi più richiesti nel settore?

MC Abbiamo collaborato con porti e aeroporti in ambito nazionale e internazionale, e lavorato anche in Giappone e in Cina. Il primo scalo aereo dove è stato installato il sistema interrato Gps Plus è in Olanda. In Italia, invece, abbiamo protetto i principali aeroporti del sud e del nord.

 

PC Per i porti, penso ai principali siti mercantili italiani sia sulla costa tirrenica sia adriatica. La tecnologia utilizzata è quella dei sistemi invisibili interrati oppure, nelle aree dove vengono stoccati i container delle merci, quella a fibra ottica o a cavo microfonico per impedire lo scavalcamento delle recinzioni.

 

Aereo su pista

E in ambito ferroviario?

PC Negli anni abbiamo ricevuto richieste per sistemi di rilevamento soprattutto nelle aree di manovra dei treni, capaci di segnalare le persone che si avvicinano ai binari. Oppure per localizzare un eventuale smottamento lungo la linea, una valanga o la presenza di un ostacolo. Ci è stato chiesto anche di installare sistemi antiscavalcamento, soprattutto per le linee ad Alta Velocità, dove sono già presenti recinzioni a protezione dei binari. In Italia per ora sono state fatte solo delle demo, mentre all’estero i nostri prodotti sono già operativi su alcune infrastrutture ferroviarie.

 

MC La soluzione più ricercata all’estero è quella contro i furti di rame. Argomento tornato di attualità ultimamente a seguito degli ultimi rincari delle materie prime. Abbiamo realizzato interventi di monitoraggio principalmente in nord e centro Europa, installando protezioni con sistemi a fibra ottica per la protezione di cavidotti, anche per centinaia di chilometri. 

Il trasporto si lega anche al mondo del turismo. Avete mai protetto siti di interesse culturale?

MC Sì, il più recente è stato Palazzo Reale di Torino, ma forse l’intervento più suggestivo – perché la nostra tecnologia è stata scelta anche per il suo impatto estetico – è stato quello nella Valle dei Templi di Agrigento, dove la sicurezza c’è ma non si vede grazie al Ground Perimeter System ideato da mio padre. 

Valle dei Templi di Agrigento

Quanto sono importanti la ricerca e lo sviluppo in un settore come il vostro?

MC Da sempre gli dedichiamo il 15- 20% del nostro fatturato. Abbiamo collaborazioni esterne e partnership storiche con il Politecnico di Torino e di Milano. L’età media nel nostro reparto di ricerca e sviluppo è sotto i 30 anni. Investire con coraggio è il modo più veloce per stare al passo con la tecnologia.

 

PC Oggi tutto viaggia a una velocità incredibile. I colleghi che lavorano nei nostri laboratori devono saper fare altrettanto. Da sempre, e in ogni reparto, sono le persone a muovere le aziende, costruendone il know-how. Sono proprio i collaboratori uno dei punti di forza aziendali di cui vado maggiormente orgoglioso.

Sede di GPS Standard

Articolo tratto da La Freccia

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