Google Maps, Facebook, Instagram, Tik Tok. Sono solo alcuni degli strumenti digitali entrati a far parte del quotidiano di ognuno di noi da cui Sloweb, associazione no-profit nata per formare su un uso consapevole del web, ci mette in guardia.

 

Social network e servizi online sanno infatti cosa ci piace, a quali alimenti siamo allergici e quali film sono stati in grado di emozionarci e, grazie a queste informazioni, ci offrono costantemente il loro aiuto nel trovare ristoranti, cinema e luoghi d’interesse in grado di soddisfare ogni nostra necessità in modo apparentemente gratuito. Apparentemente perché non sempre è così.

Tre voci per ricordare rischi e opportunità del web

Con un futuro sempre più indirizzato verso una completa digitalizzazione del Paese, FSnews ha intervistato in tre podcast altrattanti rappresentanti di Sloweb per ricordare rischi e opportunità degli strumenti digitali e conoscere i progetti per il 2021 dell’associazione.

 

È Franco Marra, socio fondatore dell'associazione, a sottolineare quell’“apparentemente” con una metafora in grado di raggiungere chiunque: «Al mondo tutti sanno che non esistono pasti gratuiti». Al lavoro su software e digitale fin dagli anni ’70, Marra è stato uno dei pionieri di Internet e uno dei primi a riconoscerne, oltre alle infinite possibilità, anche i rischi.

 

Impegnato nella sua attività di formazione per nuove e vecchie generazioni, Marra ha al suo fianco una squadra di collaboratori preparati. Tra questi Pietro Jarre, ingegnere impegnato da oltre 30 anni in progetti internazionali ed esperto sulla effettiva sostenibilità delle nuove tecnologie.

 

Giulia Balbo è la portavoce di Sloweb oltre che la principale fautrice delle molteplici iniziative dell’associazione, come il Digital Ethics Forum, evento che intende porre l’attenzione su un uso etico della Rete.

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