Investimenti, opere strategiche e uno sguardo che fotografa anche un’Italia del treno oltreconfine. Se da un lato, infatti, l’arrivo della Francia sull’alta velocità nazionale non è un problema, rispetto ad altri Paesi europei, come la Germania, l’Italia ha sviluppato un modello di gestione dei cantieri orientato a limitare le interruzioni e a garantire la continuità della mobilità ferroviaria. Sono questi alcuni dei temi che l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Stefano Antonio Donnarumma ha fatto emergere nell’intervista rilasciata al giornalista Aldo Fontanarosa di la Repubblica.
L’occasione è stata La Repubblica delle Idee. Il festival delle grandi firme del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari è fino al 14 giugno a Bologna ed è, come di consueto, un momento di incontri con i principali attori del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’economia dove l’AD del Gruppo FS è stato ospite. «Le regole europee – ha spiegato Donnarumma - prevedono giustamente che il trasporto sul treno funzioni in regime di concorrenza perché l’infrastruttura fisica è una. Tu non puoi duplicare i binari. Noi, operativi in Francia da oltre 5 anni, abbiamo raggiunto a malapena uno spazio dello 0,8-0,9%. Ora è corretto che loro chiedano di espandersi, ma anche noi abbiamo bisogno di crescere nel mercato francese».
L’arrivo dei “cugini” d’oltralpe non rappresenta, quindi, un problema e, continuando questo viaggio simbolico nei paesi dell’Europa del treno, è apparso interessante anche il punto di vista sulla Germania. «L’infrastruttura tedesca – ha affermato l’AD del Gruppo FS - è imponente ma anche obsoleta. Così devono praticamente rifarla, almeno in ampie parti. Il loro approccio ai cantieri, alla fine, è molto più impattante del nostro. In Germania fermano completamente le tratte riaprendole magari dopo 10 mesi. Noi abbiamo una filosofia totalmente diversa: la nostra priorità è portare sempre il passeggero da un punto A ad un punto B. Preferiamo spendere di più, lavorare di notte. Ma quando interrompiamo l’infrastruttura lo facciamo per ore, non per mesi».
Ampio spazio dedicato anche all’importante programma di interventi infrastrutturali previsti nei prossimi mesi e agli investimenti sostenuti grazie alle risorse del Pnrr che miglioreranno l’intera infrastruttura in Italia. «Per l’estate – continua Donnarumma - abbiamo pianificato diversi lavori, dalla Sicilia alla Lombardia, in modo consapevole e responsabile. Approfittiamo del clima favorevole che aiuta le aziende delle costruzioni. Poi, nei mesi estivi, il pendolarismo lavorativo e scolastico diminuisce. Bisognerà avere un po’ di pazienza e mettere in conto qualche allungamento dei tempi di percorrenza. A chi viaggia noi lo diciamo con largo anticipo, attraverso infiniti canali di comunicazione. Non succede più che le persone arrivino al binario senza sapere che il loro treno non parta. In nome di un progresso infrastrutturale importante, che garantirà un miglioramento della qualità della vita non da qui a 3 anni, ma da qui a 50 anni. Per decenni, l’investimento medio sulle infrastrutture è stato di circa 5 miliardi all’anno: una cifra che bastava a malapena a fronteggiare l’invecchiamento meccanico e termico della rete con manutenzioni straordinarie. L’anno scorso, grazie al Pnrr, abbiamo investito 12 miliardi solo sulle infrastrutture e quest’anno replicheremo questi numeri».
Investimenti che si trasformano in cantieri, vero. Ma, altrettanto vero, cantieri che si trasformano in opere che cambieranno il volto del paese. «La linea veloce Napoli-Bari – ha concluso Donnarumma - permetterà di collegare Roma e Bari in tre ore, sarà un vanto per il Paese con ricadute sulle opportunità di lavoro, studio e cura delle persone e sul Pil nazionale. Il sotto- attraversamento a Firenze, per i treni veloci, risolverà un collo di bottiglia con benefici epocali. Il terzo valico dei Giovi a Genova sarà decisivo per collegare i varchi transalpini e la Pianura padana»
Dalle 3.00 dell’11 giugno alle 2.00 del 12 giugno
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Per la campagna contro l’abbandono degli animali e per il Brand Manual
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