A vent’anni dall’uscita di Il diavolo veste Prada, oggi è il grande giorno del ritorno di Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, ma soprattutto di Meryl Streep. Nelle sale è arrivato Il Diavolo Veste Prada 2 sequel dal sapore di un déjà-vu raffinato e irresistibile. Diretto ancora da David Frankel e scritto da Aline Brosh McKenna, il film riporta lo spettatore tra i corridoi del mitico Runway, dove si intrecciano potere e stile con la stessa tagliente ironia del 2006.
La nuova storia gioca sulla nostalgia senza diventarne prigioniera: Miranda resta un’icona, Andy è più consapevole, Emily sorprendentemente evoluta. I nuovi ingressi Kenneth Branagh a Lucy Liu aggiungono dinamiche fresche, senza oscurare i protagonisti assoluti.
La pellicola non rivoluziona, ma aggiorna: il mondo della moda cambia, ma le sue ossessioni restano. E forse è proprio questo il punto. Non tutto brilla come nel 2006, il mondo non è più lo stesso, così come il giornalismo dove il web la fa da padrone. Il fascino, però, resiste. Eccome. Ecco perché certe storie, come certi outfit, non passano mai davvero di moda. E la Streep resta, inarrivabile, as usual.
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