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C’è una scena, in Masters of the Universe, in cui capisci che Travis Knight non ha semplicemente deciso di fare un film su He-Man. Ma ha dato vita alla pellicola che milioni di bambini degli anni '80 immaginavano mentre agitavano una spada di plastica davanti allo specchio o alzavano il braccio dell'action figure dell'eroe di Eternia gridando: “Per il potere di Grayskull! A me il potere!”. Il reboot - c'era già stato un film con Dolph Lundgren nel 1987 - è ispirato, infatti, dai giocattoli della Mattel. 

 

Resta che Masters of the Universe è un gigantesco luna park formato action movie che non si prende mai troppo sul serio. E infarcisce il copione con battute, citazioni e tanta ironia. Un equilibrio difficile, una missione (quasi) impossibile, se si pensa che l'obiettivo era attualizzare un personaggio senza annoiare o scadere nel ridicolo. Eppure il film trova continuamente la misura giusta tra spettacolo, divertimento e nostalgia. In pratica contiene tutti gli ingredienti, ben dosati, che una pellicola d'azione dovrebbe avere. 

 

Nicholas Galitzine, poi, è un Adam/He-Man convincente: umano e vulnerabile più di quanto ci si aspetti. Menzione d'onore per Jared Leto, divertente e divertito nei panni di uno Skeletor sopra le righe, teatrale, sarcastico e irresistibilmente malvagio. Lo stesso vale per il cast - che annovera nomi del calibro di Idris Elba nei panni di Man-at-Arms e Morena Baccarin nel ruolo di Sorceress - che ha proprio l'obiettivo di intrattenere il pubblico dichiarando guerra alla noia dai titoli di coda a quelli di testa (scene post credit incluse).

Il film d’azione corre veloce, senza tempi morti, alternando battaglie spettacolari, creature fantastiche e inseguimenti mozzafiato. E poi c'è un super segreto: la quantità di citazioni, strizzate d’occhio e riferimenti disseminati lungo il percorso. Alcuni sono evidenti (ma non si svela nulla per il rischio spoiler), altri più nascosti e pensati per i fan più attenti. Il risultato è una caccia al tesoro continua che rende la visione ancora più entusiasmante.

La nostalgia c’è, chiaramente, ma viene sfruttata come carburante, come cemento per costruire qualcosa che parli anche al pubblico di oggi, ricordandoci il perché personaggi come Tri-Klops, Roboto, Evil-Lyn, Teela, Fisto, Ram Man, Trap Jaw e Mekaneck sono rimasti nell’immaginario collettivo per oltre quarant’anni.

 

Masters of the Universe è una promessa mantenuta: intrattiene, emoziona e fa sorridere. È colorato, rumoroso, autoironico e pieno di energia. Un blockbuster che non si vergogna della propria anima pop, ma la sbandiera con orgoglio.

 

La prova provata: quando He-Man solleva la Spada del Potere, torniamo di colpo quei bambini divertitissimi seduti davanti al piccolo schermo. E questa è la vera vittoria del film.