«Con la seconda edizione del Villae Film Festival intraprendiamo un nuovo racconto non convenzionale dei due siti UNESCO. Per la sua unicità, il suo legame con la straordinarietà degli ambienti e le peculiarità uniche di questi luoghi, il festival rappresenta un’esperienza unica totale e immersiva. Vorrei sottolineare che le Villae non sono banali cornici, ma racconti vivi, espressioni di un passato proteso al futuro: territori anche della mente che incarnano e sostanziano l’evento». Con queste parole il direttore artistico Andrea Bruciati.

 

Dal 16 al 27 settembre, l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, ospitano la seconda edizione della rassegna di film in cui l'arte in movimento, nelle sue molteplici declinazioni espressive, è protagonista di un diverso racconto.

 

Al centro dell’evento ci sono pellicole che raccontano artisti, opere e movimenti. E che hanno sentito il bisogno di esprimere la creatività attraverso la settima arte.


Tutte le giornate si aprono con filmati d’archivio dell’Istituto Luce dedicati alle due ville e con l’incontro che precede la proiezione con ospiti registi, attori, produttori.

Nella cornice del Pecile di Villa Adriana, dal 16 al 19 settembre, sono in programma pellicole che, almeno in parte, sono state girate in questa location. Come Titus di Julie Taymor, interpretato da Alan Cumming, Jessica Lange e Anthony Hopkins, sulle vicende del generale romano del titolo. Si prosegue con La Balidi Marco Bellocchio, Notizie degli scavi di Emidio Greco, Dagobert di Dino Risi.

 

Dal 20 al 27 settembre ci si sposta nel suggestivo Gran Viale di Villa d’Este per film i cui registi sono anche artisti rappresentati da importanti gallerie d’arte e le cui opere fanno parte di importanti musei all over the world. Apre le danze Il racconto dei racconti di Matteo Garrone, Lonesome Cowboys di Andy Warhol e un non accreditato Paul Morissey, Il sale della terra di Wim Wenders, Jubilee diretto da Derek Jarman, Milk di Gus Van Sant. E ancora il documentario Eisenstein in Messico del poliedrico regista inglese Peter Greenaway e La Ricotta, dal film a episodi Ro.Go.Pa.G. di Pier Paolo Pasolini.

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