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In apertura Claude Monet “ La Gare Saint-Lazare” (1877) © Musée d'Orsay, Parigi / Dominio pubblico, via Wikimedia Commons 

Una locomotiva che avanza lentamente avvolta da una nuvola di vapore mentre ferro, vetro, binari e viaggiatori sembrano quasi dissolversi nella luce. Siamo nella Parigi della seconda metà dell'Ottocento vista attraverso gli occhi di Claude Monet, uno dei padri dell'Impressionismo che nel 1877 scelse la Gare Saint-Lazare come protagonista di una delle più affascinanti opere della sua produzione.

 

Dopo gli anni trascorsi a dipingere paesaggi e campagne, il Maestro decise di dirottare il suo sguardo artistico verso le città e la vita moderna. Un nuovo contesto nel quale la stazione ferroviaria rappresentava il soggetto ideale essendo un luogo in continuo movimento grazie alla luce dinamica, alle locomotive che arrivavano e ripartivano e il vapore che modificava ciò che l'occhio riusciva a percepire. Monet per la realizzazione dell’opera ottenne il permesso di lavorare all'interno della Gare Saint-Lazare e, nei primi mesi del 1877, realizzò circa dodici vedute della stazione e dei suoi dintorni, osservandola da prospettive differenti.

 

A rendere maestoso il dipinto non è solo la grande architettura metallica che delimita lo spazio, ma la luce e il colore che sono prettamente dominanti nella scena. Le locomotive e i viaggiatori perdono quasi la loro individualità mentre le nuvole di vapore, azzurre e bianche, invadono la stazione e confondono i contorni degli oggetti. La modernità industriale viene rappresentata con precisione documentaria e Monet, virtuosamente, ne restituisce l'impressione, l'atmosfera e il movimento.

Claude Monet

Claude Monet “ La Gare Saint-Lazare” (1877) © Musée d'Orsay, Parigi / Dominio pubblico, via Wikimedia Commons 

Il treno diventa ufficialmente materia pittorica con il fumo delle locomotive che permise all'artista di sperimentare con la luce proprio come aveva fatto con il cielo, l'acqua e la nebbia dei suoi paesaggi. Persino la struttura in ferro e vetro della stazione sembra trasformarsi in una sorta di nuovo paesaggio della città industriale. La modernità trasformata in pittura per un nuovo movimento artistico apprezzato, tra i vari intellettuali dell’epoca, dallo scrittore Émile Zola che esaltò la capacità dell'artista nel restituire l'energia della moderna stazione ferroviaria.

 

Sette dipinti della serie furono indicati tra le opere presentate da Monet alla “terza mostra impressionista del 1877” anche se, secondo la National Gallery, potrebbero esserne stati effettivamente esposti sei. Conservata al Musée d'Orsay di Parigi, “La Gare Saint-Lazare” dimostra come Claude Monet sia riuscito a trasformare la ferrovia in un vero e proprio paesaggio e, quasi centocinquant'anni dopo, quelle locomotive continuano idealmente a muoversi tra pennellate e vapore.