Sergio Mattarella è il più abituale viaggiatore presidenziale dell'Alta Velocità. Giorgio Napolitano è stato colui che ha avuto il piacere di vederla nascere. I loro predecessori invece il treno lo prendevano, confermando quanto fosse il mezzo preferito dai nostri Presidenti della Repubblica, seppur era un mezzo di trasporto diverso da quello che si conosce oggi.
Il fiore all’occhiello dell’Alta Velocità di Trenitalia ha, infatti, nel tempo due momenti fondamentali. Il primo è 14 dicembre 2008 quando l’ETR 500 riesce a collegare Roma e Milano in 3 ore e 30 minuti. L’altro, sicuramente, è il debutto dell’ETR 1000 ed è il 25 aprile 2015 con i tempi di percorrenza che scendono ancora. Proprio in quest’ultima circostanza il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella salì a bordo del convoglio inaugurale dichiarando senza esitazione: «A parte il discorso sulla bellezza e l'antichità, preferisco il nuovo Frecciarossa 1000 perché il vecchio treno storico del Quirinale era per una sola persona, mentre il nuovo è per tutti». Esatto, è proprio questo il cambiamento che segna la svolta e muta il rapporto tra treno e più alta carica dello Stato. L’attuale Presidente della Repubblica, anche grazie ai suoi due mandati, diventa infatti quello con il legame più intimo con questo mezzo di trasporto. È accaduto anche poche ore fa, quando partito da Roma ed è arrivato a Firenze.
Prima delle date di cui sopra, i Presidenti il Frecciarossa non lo prendevano, semplicemente perché non esisteva. A esistere c’era un altro convoglio: il Treno Presidenziale. Un mezzo di lusso, erede del Treno Reale Savoia costruito nel 1929, e ristrutturato nel dopoguerra per essere utilizzato dai vertici della neonata Repubblica. Fino al 2004 era il mezzo di trasporto per eccellenza nel contesto ferroviario, l’ultimo a salirci fu Carlo Azeglio Ciampi che lo utilizzò per arrivare nella “sua” Livorno. Epico, del Treno Presidenziale, fu un viaggio di Giovanni Gronchi, quando partì dall’Italia il 25 aprile 1956 alla volta della Francia. Tre anni dopo, il 24 giugno 1959, il Presidente francese Charles De Gaulle ricambiò addirittura la visita. Arrivando sempre in treno da Parigi alla stazione di Roma Termini. Chissà come entrambi avrebbero potuto reagire nel sapere che dal dicembre 2021 le due nazioni sono collegate da un Frecciarossa.
Giorgio Napolitano, invece, il Frecciarossa lo ricevette simbolicamente. Era lui il Presidente quando a piazza del Popolo a Roma nell’aprile 2013 venne presentato in anteprima il Frecciarossa 1000. Un evento che si concluse, appunto, con la consegna di un modellino nelle braccia del Presidente. Curioso anche un evento, che seppur non coinvolse un capo di stato italiano, caratterizzò l’ottobre 2015. L’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon viaggiò da Torino Porta Susa a Milano Rho Fiera per visitare Expo Milano 2015. Durante il collegamento chiese di entrare in cabina per vedere il treno viaggiare intorno ai 300 km/h, a dimostrazione che il Frecciarossa 1000 piace veramente a tutti.
Tornando ai giorni nostri è bene evidenziare come ogni volta che Sergio Mattarella prenda il Frecciarossa la macchina operativa sia studiata nei minimi dettagli. La sua stazione prediletta è quella di Roma Termini, ma quando sale sul treno quasi nessuno se ne accorge.
La circolazione ferroviaria non subisce modifiche e ritardi, tutto accade come se nulla fosse e il controllo di FS Security, società del Gruppo FS dedicata a garantire la sicurezza, è meticoloso ma non impattante per gli altri viaggiatori. D’altronde fu proprio Mattarella ad avercelo insegnato: «il vecchio treno storico del Quirinale era per una sola persona, mentre il nuovo è per tutti». Impensabile sarebbe contraddire il Presidente.