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Nel 2025 il Gruppo FS mette a segno un avanzamento misurabile sul fronte della sostenibilità, con indicatori ambientali in miglioramento e una finanza verde sempre più strutturata. Il dato che pesa di più è quello delle emissioni di gas a effetto serra (Scope 1 e 2) che scendono a 1,87 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, rispetto a 2,20 milioni del 2024. Segnale positivo anche sul fronte della risorsa idrica: i prelievi idrici si attestano a 16 milioni di m³, in calo rispetto ai 17 milioni dell’anno precedente.

Nel capitolo economia circolare, la quota di rifiuti differenziati/recuperati sale al 94,7% (dal 93,4% del 2024, +1,3 punti percentuali). E cresce anche l’attenzione alla catena di fornitura: gli operatori economici/fornitori iscritti alla campagna di valutazione ESG arrivano a 1.278, contro 452 nel 2024. Sul versante degli investimenti, il CapEx KPI – investimenti ecosostenibili tocca l’89% (88,3% nel 2024).

I numeri chiave (in parole semplici)

Dietro le sigle dei bilanci, questi sono i dati che danno la misura del passo “green” compiuto nel 2025: meno emissioni e consumi, più recupero e più attenzione alla filiera.
 

  • Meno CO₂: le emissioni complessive legate alle attività del Gruppo e all’energia acquistata (Scope 1-2) scendono a 1,87 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente (da 2,20 nel 2024).
  • Meno acqua prelevata: nel 2025 i prelievi idrici si attestano a 16 milioni di metri cubi (erano 17 nel 2024).
  • Più recupero, meno scarto: la quota di rifiuti avviati a differenziata/recupero arriva al 94,7% (93,4% nel 2024).
  • Più fornitori valutati su criteri ambientali e sociali: 1.278 (da 452 nel 2024).
  • Investimenti a prevalenza “green”: la quota di investimenti classificati come ecosostenibili raggiunge l’89% (88,3% nel 2024).

Finanza sostenibile: 800 milioni di green bond 

Il 2025 è stato anche l’anno del decimo green bond del Gruppo pari a 800 milioni di euro con scadenza a 7 anni. L’operazione – quotata su Euronext Dublin e, per la prima volta, anche sul MOT di Borsa Italiana – è destinata a finanziare gli Eligible Green Projects previsti dal Green Bond Framework di FS.
 

In concreto, i proventi vengono indirizzati su due direttrici ad alto impatto: da una parte le spese di manutenzione dei treni di Trenitalia, dall’altra i lavori sull’infrastruttura per il completamento della rete AV TorinoMilanoNapoli di RFI, attraverso finanziamenti infragruppo. Tra gli investitori c’è anche la Banca europea per gli investimenti (BEI), che per la prima volta ha sottoscritto un’emissione pubblica corporate italiana green.

Il green bond del 2025 si inserisce in un percorso più ampio: dal 2017 al 2025 FS ha emesso dieci green bond per un totale di 6,35 miliardi di euro, finanziando - tra le altre cose - nuovo materiale rotabile regionale e alta velocità, locomotive e vagoni elettrici per le merci, l’ammodernamento e il retrofit di treni e carrozze esistenti con emissioni dirette allo scarico pari a zero, oltre a infrastrutture AV.
 

A dicembre 2025, FS ha pubblicato il settimo Green Bond Report: il documento rendiconta l’allocazione dei proventi dei green bond emessi (Programma EMTN) fino alla serie 23, per 4,95 miliardi di euro, e riporta gli impatti positivi generati dagli investimenti finanziati, includendo informazioni utili alla compliance con la tassonomia europea. 

Rinnovo delle flotte e spinta all’elettrico

La transizione passa anche dal rinnovo dei mezzi. Nel 2025, nell’ambito del trasporto regionale, Trenitalia registra la consegna di 32 treni Pop, 53 treni Rock e 18 treni Blues. Sul trasporto pubblico locale su gomma, le consegne per Busitalia di 36 bus elettrici, 10 bus ibridi e 22 bus a metano (oltre ad altri mezzi diesel/gasolio in diversi territori). Fuori dai confini italiani, in Olanda, la controllata Qbuzz riceve 195 bus elettrici per i servizi TPL.

La nascita di FS Energy 

Sul fronte energetico, lo scorso anno FS avvia un riassetto societario con un obiettivo dichiarato: “definire un modello di approvvigionamento energetico sicuro, green ed economico”. A luglio viene costituita FS Energy SpA per gestire le attività energetiche del Gruppo, con la previsione di far confluire risorse, asset e contratti, incluso il trasferimento del ramo energy di RFI.