La nuova mobilità che verrà con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza passa anche per il trasporto ferroviario merci. Se ne è parlato oggi, mercoledì 13 ottobre, nel forum “Mercintreno” ospitato nella sede del CNEL, evento atteso da tutti i maggiori stakeholder del comparto a cui hanno preso parte circa 40 speaker, tra cui alcuni alti rappresentanti del Gruppo FS. Al centro dei lavori, oltre agli effetti del PNRR, i prossimi obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, insieme all’approfondimento di alcuni temi che hanno animato il dibattito sul settore: dalla carenza dei macchinisti alle criticità presenti per le connessioni di ultimo miglio ferroviario, in un momento storico in cui anche i committenti di trasporto merci sono alla ricerca di soluzioni che minimizzino l’impatto dei trasporti sull’ambiente, e dove le infrastrutture ferroviarie e la logistica assumeranno sempre più ruoli da protagoniste.

Se infatti negli ultimi tempi si sia ben compreso quanto strategico possa essere l’elemento infrastrutturale, con i suoi piani di investimenti, ammodernamento e implementazione, va anche detto che per raggiungere l’obiettivo del 30% di merci trasportate su ferrovia entro il 2030 sarà necessario puntare su adeguati fattori della produzione. “Oggi le merci che viaggiano su rotaia sono circa il 10%, con una domanda in crescita forte anche di un aumento della produzione industriale e dei consumi”, ha evidenziato nel corso del suo intervento Marco Gosso, AD di Mercitalia Logistics. “Ma in questo contesto - ha proseguito - l’accrescimento dell’offerta infrastrutturale non è tutto”. Secondo Gosso sarà infatti prioritario disporre in futuro di fattori di produzione che siano in quantità sufficiente e abbiano altresì caratteristiche tecniche adeguate a soddisfare la domanda, offrendo nel contempo servizi attraenti e competitivi rispetto alle alternative di trasporto. “Al momento il trasporto ferroviario merci utilizza circa 500 locomotori elettrici, 200 locomotori da manovra, 20mila carri e 2.800 tra macchinisti e personale di bordo. È importente che nei prossimi otto anni gli operatori ferroviari in Italia mettano in servizio circa mille locomotori, 300 locomotori di manovra, e 40mila nuovi carri in aggiunta ai rotabili che nel frattempo saranno rottamati. Sarà inoltre necessario - ha sottolineato Gosso - che le imprese formino e inseriscano circa 5.600 nuovi macchinisti, oltre che sostituire quelli che in questo periodo di tempo saranno andati in pensione o si sposteranno in altri settori”.

Presente al think thank Mercintreno, anche l’amministratrice delegata di Rete Ferroviaria Italiana Vera Fiorani, che sul piano infrastrutturale ha spiegato come in questo momento la società di FS stia lavorando su attività di miglioramento della connessione ferroviaria su 13 porti e 10 interporti, con un pacchetto di attività molto rilevanti. “Nel 2024 l’infrastruttura ferroviaria sarà molto più disponibile da questo punto di vista, mentre nell’ultimo anno c’è stata una grande esplosione di traffico merci sulla linea adriatica”, ha ricordato l’AD di RFI.

Per Maria Giaconia, AD di Mercitalia Rail, gli sforzi che si stanno portando avanti sulle infrastrutture, grazie anche allo stanziamento di cifre importanti, fanno registare parziali benefici indiretti verso il settore delle merci, dell'intermodalità e della logistica. “Le aspettative delle Imprese Ferroviarie vanno nella direzione di un auspicabile aumento della quota parte riservata al rinnovo materiale rotabile. Per rilanciare il settore, raggiungere l’obiettivo dello shift modale e rispettare gli inderogabili e sempre più stringenti requisiti energetici e ambientali, sono necessari pesanti investimenti sul rinnovo e la modernizzazione della flotta, l’ultimo miglio dei collegamenti ai terminal - i quali rappresentano i colli di bottiglia della catena logistica - e sulla digitalizzazione di tutti i suoi anelli”.