A Berlino, in occasione di InnoTrans 2026, la principale fiera internazionale dedicata al trasporto ferroviario, c’è anche RFI. La società del Gruppo FS guarda al futuro su un doppio binario: da una parte le nuove tecnologie, come Robin e Tino, dall’altra gli investimenti e le strategie infrastrutturali che dovranno accompagnare lo sviluppo della rete ferroviaria italiana nei prossimi anni.
A fare il punto è Aldo Isi, amministratore delegato di RFI, intervenuto in un incontro con la stampa all’interno dello spazio del Gruppo FS alla manifestazione.
Il punto di partenza è il lavoro già svolto e, soprattutto, quello ancora da completare. «Nel 2025 – ha dichiarato Isi – abbiamo chiuso un anno record per gli investimenti, pari a 11,6 miliardi per RFI. Il 2026 è la conferma dei grandi sforzi fatti per raggiungere i target del PNRR, che abbiamo centrato, e per il 2027 gli investimenti saranno allineati agli ultimi due anni».
Un percorso nel quale il PNRR ha avuto un ruolo importante e che, secondo Isi, non è destinato a interrompersi. Al centro del prossimo futuro ci sarà anche un nuovo piano industriale, orientato alla qualità del servizio. «Il nuovo piano industriale – ha raccontato alla stampa – è centrato sulla qualità del servizio. Veniamo da un’estate intensa, abbiamo messo a terra tutta una serie di attività e portato avanti molti lavori strategici, come il Ponte al Pino a Firenze, sostituendolo con uno nuovo. La Napoli-Bari è una realtà, con i primi rilasci dell’infrastruttura; proseguono i lavori sulla Milano-Genova e sul cantiere del Brennero; è stato aperto il primo lotto della SA-RC. Poi, in Sicilia, tutti i cantieri sono operativi. C’è quindi il tunnel di Firenze, che consentirà la separazione dei flussi tra quello nazionale e quello regionale».
Un quadro che, nelle parole dell’AD di RFI, si accompagna anche ai risultati sul fronte della puntualità. In chiusura dell’incontro, Isi ha infatti tracciato un bilancio dei mesi estivi appena conclusi. «È stata un’estate molto difficile per le temperature elevatissime rispetto agli anni precedenti, ma la buona notizia è che è stato un 2026 in miglioramento rispetto al 2025, già in sensibile miglioramento sul 2024. Vuol dire che siamo sulla strada giusta. Il miglioramento è stato tale da aver superato la puntualità del 76% nei tre mesi estivi».
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