Nuovi treni, grandi opere, manutenzione della rete e connessioni sempre più rapide tra i territori. Sono stati questi alcuni dei temi al centro del confronto tra Giuseppe Inchingolo, Vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS, e Peter Gomez, Direttore del Fattoquotidiano.it, durante la Festa del Fatto Quotidiano. Un’occasione per fare il punto sulla trasformazione del sistema ferroviario, tra infrastrutture strategiche, rinnovo della flotta e investimenti per una mobilità sempre più efficiente e integrata.
Uno dei passaggi più significativi riguarda la Brescia-Verona, l’entrata in servizio è prevista nel primo trimestre del 2027 e sarà la prima opera finanziata con fondi PNRR ad essere attivata.
La trasformazione della rete guarda anche al Mezzogiorno, con interventi destinati a ridurre significativamente i tempi di viaggio. La nuova linea AC/AV Napoli-Bari rappresenta uno degli assi strategici per il potenziamento dei collegamenti ferroviari del Sud. Al termine dei lavori, Napoli e Bari saranno collegate in circa due ore, rispetto alle circa quattro ore attuali. Anche il collegamento Roma-Bari sarà più veloce, con un tempo di percorrenza di circa tre ore.
«Non parliamo soltanto di collegamenti, ma di connessioni», ha sottolineato Inchingolo. Una differenza che racconta il ruolo che il Gruppo FS può svolgere nello sviluppo dei territori: ridurre le distanze significa infatti non soltanto accorciare i tempi di viaggio, ma avvicinare città e persone, facilitare l’accesso ai servizi e rafforzare le opportunità di mobilità e crescita dei territori.
La realizzazione delle nuove infrastrutture procede di pari passo con un’attività costante di manutenzione e potenziamento della rete, elemento centrale della strategia del Gruppo FS. Sono circa 1.300 i cantieri attivi, di cui 700 dedicati alla realizzazione di nuove opere e 600 agli interventi di manutenzione e potenziamento dell’infrastruttura.
«La manutenzione deve essere continua. Una rete moderna deve essere costantemente monitorata», ha sottolineato Inchingolo, evidenziando come un’attività costante e programmata sia fondamentale per mantenere nel tempo elevati livelli di efficienza, sicurezza e affidabilità dell’infrastruttura.
Ogni giorno circa due milioni di persone utilizzano il treno. In questo scenario, il rinnovo della flotta rappresenta uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità e l’esperienza di viaggio. «Nel 2022 l’età media dei treni era di 19 anni, oggi è di 9 anni», ha ricordato Inchingolo.
Il programma di rinnovo della flotta prosegue con 74 nuovi Frecciarossa di nuova generazione, che entreranno in circolazione entro il 2031, per un investimento complessivo di 2 miliardi di euro. Da giugno sono inoltre 38 i nuovi Intercity disponibili sul territorio nazionale, grazie a un investimento di 525 milioni di euro finanziato attraverso il PNRR. Sul fronte Regionale, il piano prevede invece 1.081 nuovi treni entro il 2027, di cui 1.009 già in circolazione, per un investimento complessivo di 7 miliardi di euro.
Il rinnovamento dei treni si inserisce così in un più ampio piano di sviluppo che coinvolge infrastrutture, servizi e manutenzione. L’obiettivo è rafforzare la capacità della rete, migliorare la qualità degli spostamenti e garantire collegamenti sempre più efficienti tra persone e territori, accompagnando la crescita del sistema ferroviario nazionale attraverso investimenti, innovazione e una costante attenzione alle esigenze dei passeggeri.
L'articolo di The Economist
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