In apertura Elvis Presley in una foto non datata d'archivio © Dpa/LaPresse
Nel cuore della nascita del rock’n’roll, “Mystery train” rappresenta uno dei brani più iconici del primo Elvis Presley. Incisa nel 1955, presso i leggendari Sun Studios di Memphis, la canzone nacque come reinterpretazione del brano blues di Junior Parker, registrato appena due anni prima. Il brano fu pubblicato come lato B del singolo “I forgot to remember to forget”, contribuendo a trasformarla in un classico senza tempo e lanciare ulteriormente il Re del rock’n’roll nella storia dei miti musicali.
Come accennato in precedenza per “This train” di Joe Bonamassa il treno, nella tradizione musicale americana, è molto più di un mezzo di trasporto in quanto simbolo di addii, di distanza e di destino. In “Mystery train” si trasforma in un’immagine potente e inquieta, capace di raccontare l’abbandono attraverso il linguaggio del blues. “That long black train got my baby and gone”, cantava Elvis, restituendo tutta la malinconia del viaggio irreversibile.
ASCOLTA MYSTERY TRAIN DI ELVIS PRESLEY
A rendere il brano affascinante è il ritmo stesso della musica, costruito su una pulsazione ripetitiva e ipnotica che richiama chiaramente l’andatura di un convoglio ferroviario. Grazie al contrabbasso pulsante Bill Black e la chitarra essenziale di Scotty Moore, la sezione ritmica riproduce il movimento delle ruote sulle rotaie con un time costante, regolare e che diventa una struttura narrativa oltre che musicale. In definitiva possiamo affermare che è come se il treno non fosse solo raccontato ma fisicamente evocato dal suono.
“Mystery train” è un incontro tra tradizione e innovazione con il blues di Junior Parker che si fonde con l’energia del giovane Elvis e con la produzione di Sam Phillips, dando vita a un suono scarno ma rivoluzionario e destinato, soprattutto, a segnare la nascita del rockabilly. Piccola curiosità: “Mystery Train” non compare nel testo originale di Parker. Fu un’intuizione produttiva di Sam Phillips che contribuì a trasformarlo in una metafora universale del viaggio e dell’ignoto.
Una pietra miliare del rock’n’roll che, come un treno musicale, continua a viaggiare nella storia della musica tra blues e modernità.
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