In cover, la lavorazione della pipa nel laboratorio Grenci in un frame tratto dal filmato girato da Gabriele Salvatores per Expo 2020 Dubai © Indiana Productions/Gabriele Salvatores per ItalyExpo2020

«Maestro, quanto tempo ci vuole per realizzare una pipa?». Vincenzo Grenci continua a camminare nella selva silana. Siamo circondati dagli arbusti di erica arborea calabrese, la cui radica viene utilizzata per produrre le pipe conosciute e apprezzate in tutto il mondo che portano il nome della sua famiglia. «Ci vogliono più di 20 anni», risponde il figlio del re della pipa, Domenico, lasciandomi senza parole mentre con gesti precisi e decisi estirpa dall’aspro terreno silano la radica dell’arbusto. Dopo averla sommariamente ripulita, la guarda con attenzione. Ne valuta forma e spessore. Comincia già a immaginare che pipa potrà tirarne fuori, ma non prima che siano trascorsi due decenni.

Questo prodotto made in Calabria, capolavoro dell’azienda nata a Brognaturo (VV) nel 1962, è stato scelto per rappresentare l’eccellenza dell’Italia a Expo 2020 Dubai, fino al 31 marzo 2022 negli Emirati Arabi Uniti. La sua lavorazione, infatti, è simile all’invecchiamento di un vino pregiato. Dopo l’estrazione, la radica dell’erica arborea calabrese viene tagliata in placchette messe a bollire per eliminare le impurità e il tannino, e poi lasciate essiccare per almeno 20 anni. Solo a quel punto il legno potrà esser scolpito per diventare una pipa formidabile.

 

Perché utilizzate la radica d’erica calabrese?

È un legno perfetto, unico al mondo, compatto, molto resistente al fuoco ed estremamente duttile per il taglio, l’incisione e l’intarsio. Dopo averla estirpata, io ci parlo. E a seconda delle sue caratteristiche ne valuto l’utilizzo migliore. In questi mesi sto scolpendo le placchette prodotte nel Duemila, ma già sapevo che tipo di legname avrei poi lavorato e che pipa ne sarebbe venuta fuori.

Vincenzo Grenci

Vincenzo Grenci © Riccardo Maria Barrile

Quanti tipi ne realizzate nel vostro laboratorio?

Non esiste una Grenci uguale all’altra. Ogni pezzo è unico e abbiamo circa 200 modelli disponibili. Tutta la lavorazione, dall’estirpazione alla realizzazione finale, è completamente artigianale. Io pratico l’arte che mi ha insegnato mio padre Domenico, che con le sue pipe conquistò l’America e il mondo. Mia figlia Anita sta imparando da me, è già una brava intagliatrice.

 

Quali sono gli elementi che distinguono una pipa dalle altre?

Le parti fondamentali sono il bocchino, il fornello dove avviene la lenta combustione della miscela di tabacco e la cannuccia, attraverso la quale il fumo generato dalla combustione raggiunge la bocca del fumatore. Possono variare di peso, spessore e diametro a seconda dell’estro dell’artigiano o dei desideri del cliente, che ci indica come personalizzarla. Molti amano il loro ritratto intagliato sul fornello della pipa, altri preferiscono paesaggi, composizioni floreali, scene mitologiche. Per le personalizzazioni sofisticate e complesse possono volerci anche 20 giorni.

 

A proposito di clienti, Sandro Pertini non si separava mai dalla sua pipa Grenci…

Il Presidente era diventato un grande estimatore e amico di mio padre Domenico. Durante alcuni viaggi all’estero, lodò le nostre pipe silane. Pertini ci chiedeva di preparargli delle pipe leggerissime che maneggiava con grande disinvoltura. Una volta papà tentò di fargliene provare una un po’ più massiccia, ma lui sorrise e declinò la proposta: «Rischio di spaccare la mia dentiera», disse. Al contrario Enzo Bearzot, commissario tecnico della Nazionale di calcio vincitrice ai Mondiali dell’82, amava avere tra le mani pipe pesantissime.

 

Albert Einstein, Ludwig van Beethoven e Johann Sebastian Bach, che alla pipa ha dedicato anche una composizione, il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt, il filosofo Bertrand Russell, gli scrittori Georges Simenon e J.R.R. Tolkien. Ma anche i personaggi lette- rari Sherlock Holmes e il commissario Maigret. È lungo l’elenco di personaggi famosi, reali o di fantasia, che fumano la pipa. Come spiega questo successo?

Sono tanti gli estimatori celebri ma la pipa è anche estremamente popolare. Sta conoscendo una nuova stagione di successo ed è sempre più apprezzata dai giovani e dalle donne. Per fumarla ci vuole una predisposizione d’animo. A differenza della sigaretta, esige una cura quotidiana e un rituale: la pulizia della pipa, la selezione della miscela, il controllo della combustione, il fumo che si sparge intorno. Sono piaceri sublimi che bisogna sapere apprezzare con modi e tempi giusti. Non si può avere fretta e credo che questa sia una lezione di vita contro la frenesia contemporanea. E poi, la pipa resta con noi in attesa della fumata successiva, mentre la sigaretta o il sigaro si dissolvono per sempre nell’aria.

Il laboratorio Grenci

Il laboratorio Grenci

Albert Einstein, Ludwig van Beethoven e Johann Sebastian Bach, che alla pipa ha dedicato anche una composizione, il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt, il filosofo Bertrand Russell, gli scrittori Georges Simenon e J.R.R. Tolkien. Ma anche i personaggi lette- rari Sherlock Holmes e il commissario Maigret. È lungo l’elenco di personaggi famosi, reali o di fantasia, che fumano la pipa. Come spiega questo successo?

Sono tanti gli estimatori celebri ma la pipa è anche estremamente popolare. Sta conoscendo una nuova stagione di successo ed è sempre più apprezzata dai giovani e dalle donne. Per fumarla ci vuole una predisposizione d’animo. A differenza della sigaretta, esige una cura quotidiana e un rituale: la pulizia della pipa, la selezione della miscela, il controllo della combustione, il fumo che si sparge intorno. Sono piaceri sublimi che bisogna sapere apprezzare con modi e tempi giusti. Non si può avere fretta e credo che questa sia una lezione di vita contro la frenesia contemporanea. E poi, la pipa resta con noi in attesa della fumata successiva, mentre la sigaretta o il sigaro si dissolvono per sempre nell’aria.

 

Quanto dura una pipa Grenci?

Una vita, e anche oltre. Il fumatore deve prendersene cura trattandola con amore. Poi, ogni decina d’anni, i clienti ci mandano le loro pipe per il “tagliando”. Facciamo una manutenzione straordinaria e la restituiamo al proprietario come nuova.

 

La sua azienda è tra quelle prescelte per rappresentare l’eccellenza della regione Calabria a Expo 2020 Dubai. Cosa ha preparato di speciale per l’occasione?

Sono orgoglioso di rappresentare l’Italia e il Meridione all’Esposizione Universale. Porterò con me una collezione delle nostre pipe più belle. Ne sto poi preparando una speciale, il cui fornello è arricchito da una corona d’oro. Un’incoronazione regale per la regina del fumo lento. Spero che questa vetrina mondiale, oltre a promuovere il made in Italy nel mondo, possa anche suscitare nei giovani il desiderio di dedicarsi alla nostra attività. Facciamo fatica a trovare estirpatori ed essicatori, è un lavoro faticoso e impegnativo ma regala grandi soddisfazioni.

Articolo tratto da La Freccia