La fisica raccontata come fosse un romanzo. È la dote speciale di Gabriella Greison, super attiva e audace donna di scienza, giornalista e attrice teatrale. Huffington Post l’ha definita “la donna della fisica divulgativa italiana” e Corriere della Sera “la rockstar della fisica”.  Repubblica afferma che “ha creato un nuovo filone che non esisteva prima, con i suoi racconti di fisica romanzata”. Senza false modestie lei ne va fiera, porta in giro i suoi monologhi, organizza dibattiti, presenta convegni. In questo periodo di “reclusione” forzata per tutti è ancora più propositiva e dinamica. I momenti di pausa li trascorre nel suo giardino ligure, a pochi passi da dove passò il suo genio preferito, Albert Einstein.   

 

La tua quarantena come la vivi?

In questi giorni di #iorestoacasa ho creato un'iniziativa chiamata #ChiediAllaFisica in cui risposto alle domande più svariate. Me ne sono arrivate 200 e per ora ho potuto rispondere a circa una metà. Devo dire che le curiosità sulla mia disciplina sono molto interessanti e mi sto divertendo a trovare le parole giuste per rispondere in poche righe. Le mie giornate sono riempite però anche da attività nel mio giardino di 450 metri2, che mi tiene molto occupata. Ogni giorno c'è una novità, con quattro roseti, un melograno, un grande lauro, un abete, un pino, ginestre e lavanda. A volte scendo invece a guardare e ascoltare il torrente. Il posto è incantevole, dietro Genova, si chiama Passo della Scoffera, qui un tempo passava anche il Giro d'Italia. Fuori dal mio cancello ho affisso una targa che segna il passaggio di Albert Einstein per queste valli, quando era giovinetto. Il mio ultimo libro si intitola, non a caso, Einstein forever.

 

Nelle tue attività sottolinei anche il lato femminile della scienza?

Sto seguendo il lavoro delle grandi donne della scienza nella lotta contro il coronavirus. Io sono stata tra le prime a raccontare le grandi scienziate in una nuova narrativa, con il libro Sei donne che hanno cambiato il mondo e Superdonne (entrambi anche in e-book). Oggi quel racconto è bello ampliarlo con i lavori delle ricercatrici dell’ospedale romano Spallanzani, che per prime hanno isolato il virus, o delle scienziate americane che con il machine learning stanno cercando di produrre un vaccino, come Anna Wallach del Mit e Andrea Frome della Berkeley University. E il Ministero degli Esteri mi ha chiesto di raccontare tutto questo con uno speech a Dubai Expo 2020. Non vedo l'ora! Anche perché vorrà dire che la normalità è tornata.

Via Nazionale, Roma

E in Italia, a emergenza conclusa, dove vorresti andare?

Appena finisce questo periodaccio vorrei prendere un treno per Roma, perché è il luogo dove sarei andata un attimo dopo che siamo stati obbligati a stare a casa (e io lì a cancellare date del mio tour per il libro Einstein forever). Vorrei che tutto ricominciasse esattamente da dove e come avevamo lasciato le cose. Tra i vari posti, mi aspettano al Centro Enrico Fermi e alla libreria Libraccio di via Nazionale, a Roma.

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