In apertura il palco mobile dei Pooh (1994) © Fondazione Telethon
Un treno entra in stazione e si ferma. Ma questa volta non bisogna scendere per assistere al concerto perché da uno dei veicoli in composizione si apre un container dove improvvisamente compaiono palco, strumenti e luci. Davanti al pubblico ci sono Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Stefano D'Orazio: i Pooh! È il dicembre del 1994 e sui binari italiani corre il “Treno Pooh della Solidarietà”, nato per sostenere Telethon.
La musica al servizio della ricerca. Nata in Italia nel 1990, Telethon raccolse l'appello delle famiglie dei pazienti affetti da distrofia muscolare per sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare. La prima maratona televisiva Rai andò in onda il 7 e l'8 dicembre di quell'anno, raccogliendo quasi 20 miliardi di lire. Da allora l'appuntamento ha unito ricerca, solidarietà e spettacolo, coinvolgendo negli anni numerosi protagonisti della musica e della televisione italiana.
Ed è proprio all'interno di questa storia che, quattro anni più tardi, prese forma l'avventura ferroviaria dei Pooh. L'idea aveva qualcosa di veramente innovativo e avveniristico. Il palcoscenico viaggiava su un carro merci tipo Rgs n° 31 83 391 9 714-3 delle Ferrovie dello Stato. Sul pianale fu installato uno container speciale che attraverso un meccanismo idraulico, una volta raggiunta la stazione, si apriva trasformandosi in un palco completamente attrezzato con strumenti, amplificazione e luci. Dopo gli anni dei laser installati alla scenografia, ai fumi e all’elettronica come mezzo per esplorare nuovi sound, la band diede vita ad un teatro itinerante sui binari. La biografia ufficiale dei Pooh ricorda proprio la realizzazione di questo particolare sistema e il suo utilizzo all'interno del convoglio Telethon.
I Pooh negli anni '90 © LaPresse
Il viaggio del 1994 superò i 2mila km, raggiunse sei stazioni da Sud a Nord e generò oltre tre ore di collegamenti televisivi e radiofonici. Migliaia di persone assistettero agli spettacoli e il risultato più importante fu dato dagli oltre due miliardi e mezzo di lire raccolti nei luoghi dei concerti attraverso le offerte telefoniche effettuate durante le esibizioni del gruppo.
Di quell'avventura rimane una preziosa testimonianza video che mostra i Pooh a Napoli con il loro vagone ferroviario in collegamento con gli studi Rai di Roma e insieme a Luciano De Crescenzo e Leo Gullotta.
Inoltre, l'esperienza non rimase isolata. Nel 1995 il progetto acquistò dimensioni ancora maggiori e, dopo una serie di iniziative nel sud Italia, il 15 dicembre il treno partì da Foggia alle 8:30 facendo tappa a Pescara, Ferrara e Treviso. Il giorno successivo raggiunse Genova Brignole, Livorno e infine Roma Termini. All’epoca, un articolo di un noto giornale italiano descriveva il convoglio come formato da sette carrozze, una delle quali trasformata in palco.
A Genova Brignole l'arrivo era previsto al binario 2. Red Canzian raccontò il particolare vagone come una sorta di container che si apriva «come un'astronave», facendo apparire il palco e le grandi luci. Dietro quella macchina spettacolare, però, c'era soprattutto la solidarietà. Dodi Battaglia spiegò che non soltanto i quattro Pooh, ma anche i tecnici lavoravano gratuitamente e che le aziende coinvolte avevano fornito illuminazione e amplificazione senza compenso. Stefano D'Orazio sottolineava, invece, come l'affluenza del pubblico fosse tale da rendere superflua persino l'arena da quattromila posti utilizzata abitualmente dal gruppo.
Il carro merci Rgs n° 31 83 391 9 714-3 trasformato in palco © Fondazione Telethon
Ovviamente non possiamo dimenticare la musica. Per quelle esibizioni ferroviarie del 1995 i Pooh scelsero: Le canzoni di domani, un medley acustico, Uomini soli, Il cielo è blu sopra le nuvole e Goodbye. Una scelta non proprio casuale di cui, Red Canzian, spiegò che volevano brani capaci di parlare di solitudine, malattia e soprattutto speranza.
Il quartetto continuò il loro impegno con Telethon anche negli anni successivi come nel 1996, quando tornarono a percorrere l'Italia con il treno della solidarietà. Per qualche giorno, negli anni Novanta, il concerto dei Pooh non ebbe dunque un teatro né un indirizzo preciso, aveva un binario. Il sipario si apriva in stazione, la musica incontrava migliaia di persone e poi quel palcoscenico richiudeva le sue pareti e ripartiva verso la città successiva. Grazie a Telethon, ai Pooh e alle Ferrovie dello Stato l’Italia era unita per aiutare la ricerca.
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