Era il 1984 quando usciva la pellicola Il ragazzo di campagna, con un giovanissimo Renato Pozzetto. Esattamente 40 anni fa, come gli anni del protagonista Artemio, un contadino di un piccolo borgo della campagna lombarda abitato principalmente da anziani.
Ad assimilare gli abitanti del paese è una comune passione: osservare il passaggio del treno. Nel giorno del suo quarantesimo compleanno, Artemio realizza di non aver mai vissuto una vita al di fuori delle campagne in cui è nato e cresciuto, e soprattutto di non voler continuare a fare il contadino per il resto dei suoi giorni. La madre inoltre insiste perché sposi Maria Rosa, una ragazza del paese innamorata di lui senza essere ricambiata. Decide quindi di lasciare la campagna e partire alla volta di Milano.
La metropoli diviene il luogo di avventure rocambolesche, con il cugino Severino che si rivela un ladro che, a sua insaputa, lo coinvolge in alcuni furti. Non riuscendo nei vari goffi tentativi di impegnarsi in un qualsiasi lavoro e deluso da una disinvolta e disinibita ragazza di cui si è innamorato, torna al paese. Un ritorno alle origini che coincide con la decisione di trascorrere il resto della sua vita insieme all'unica ragazza che lo ha amato fin dal principio, Maria Rosa, e di vivere con lei per sempre, "contadini e contenti".
In una Lombardia ancora agricola popolata da un magico mondo fatto di paesi e realtà autentiche, gli anziani cittadini partecipano a un rituale collettivo, come a una cerimonia: il passaggio del treno. È venerdì pomeriggio a Borgo Tre Case e Artemio e i suoi compaesani si ritrovano per assistere a quello che tutti chiamo “lo spettacolo”.
In trepidante attesa, “Eccolo, arriva” avvisa uno mentre il treno sbuca all’orizzonte. “Come è bello”, grida l’altro. “Impressionante” un altro ancora. “Eh, beh, insomma, il treno è sempre il treno” conclude Artemio.
La scena continua ad affascinare ancora oggi i più nostalgici che organizzano dei veri e propri raduni per partecipare alla cosiddetta "scena del treno". Presenti all'ultimo evento circa 500 persone accorse da tutta Italia ma anche dall'estero per rigirare la celebre scena assieme proprio al Renato Pozzetto. Un’occasione di condivisione per omaggiare un momento cult della commedia all'italiana.
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