C’è un motivo per cui esiste il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la presenza dell’orso marsicano, l’unico di stirpe probabilmente italica, che resiste strenuamente alla modernità. Se volete rendere un buon servizio alla natura venite in vacanza qui e difendete l’habitat dell’orso, contribuendo alle spese di mantenimento e finanziando la ripiantumazione dei boschi. La morte di un orso marsicano tocca tutti i cittadini ed è legata alla medesima logica: speculazione edilizia, impianti di risalita inutili, insofferenza ai vincoli ambientali, caccia di frodo o semplice vandalismo. La perdita anche di un solo esemplare, su una popolazione globale di 30, 50 al massimo, porta, di fatto, l’intera specie sull’orlo dell’estinzione. Siccome la perdita di una specie è per sempre, il danno è irrimediabile almeno quanto la distruzione di un pezzo del patrimonio artistico e monumentale del Paese. E si tratta anche di una perdita economica: attorno a specie simbolo come orsi e lupi è nata e fiorita l’economia di intere regioni altrimenti marginali.
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