“Siamo in linea con l’avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che destina alla rete ferroviaria 25 miliardi di euro. Di questi ne abbiamo spesi 7,5 in opere già realizzate. Entro giugno del 2026 investiremo gli ulteriori 18”. 

L’amministratore delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris ha raccontato a Sky TG24 Economia, intervistato dal giornalista Andrea Bignami, l’impegno di Ferrovie dello Stato per la modernizzazione del sistema dei trasporti in Italia, in chiave sostenibile e intermodale. “Per migliorare le infrastrutture ferroviarie del Paese – ha spiegato Ferraris - abbiamo un piano di investimenti da 200 miliardi di euro in dieci anni e il 40% di queste risorse. 80 miliardi di euro sono dedicati al Mezzogiorno per ridurre il gap tra Nord e Sud d’Italia e collegare meglio quest’ultimo al resto d’Europa”.

Per continuare ad investire al meglio nella modernizzazione delle infrastrutture, secondo Ferraris, “è importante trovare delle formule per sostenere il profilo di investimenti in corso, magari coinvolgendo il risparmio privato, attraverso emissioni obbligazionarie in un quadro di regolamentazione rivisto”.

 

In questo contesto rientrano a pieno titolo le opere di costruzione della linea alta velocità tra Napoli e Bari. “Un collegamento importante che sta procedendo speditamente e che vedrà un aumento della capacità di trasporto e della velocità. Si viaggerà da Bari a Napoli in due ore. Mentre oggi ce ne vogliono un po’ meno del doppio. Si farà quindi Bari-Roma in tre ore”. Un altro esempio di opera strategica in corso di svolgimento è quello del terzo valico di Genova e il raddoppio della Tortona Voghera, che non è nel PNRR e consentiranno di avere un collegamento Genova-Milano in meno di un'ora. “Il che vuol dire – ha sottolineato nell’intervista Ferraris - che avremo le città del triangolo industriale Genova, Milano e Torino collegate tra loro nel giro di un'ora”.

 

In cima all’agenda di Ferrovie dello Stato, vi è infatti anche il trasporto delle merci, ambito in cui il Gruppo FS punta a raddoppiare la quota del trasporto via treno ferma attualmente all’11%. Il tutto in un contesto economico e geopolitico complesso, come dimostrano le tensioni che coinvolgono le navi mercantili occidentali in Medioriente. “Nell'ultima settimana lo stretto canale di Suez che collega il Mar Rosso al Mediterraneo ha vissuto un crollo dei passaggi delle navi e i loro container del 35-40%”, ha argomentato l’AD di FS. “È evidente che questo contesto geopolitico sta penalizzando l’intero bacino del Mediterraneo e sta avendo ripercussioni sui nostri porti. La situazione attuale però non deve fermare i nostri piani. L’Italia ha bisogno di 300-400 miliardi di euro nei prossimi 20 anni da impiegare anche e soprattutto nello sviluppo dei porti e dei terminali multimodali per continuare a fare dell’Italia un hub logistico del Mediterraneo”.

 

Infine, da Ferraris anche una nota sulla recente nomina di Presidente della Regione Europa della UIC (Union internationale des chemins de fer), istituzione internazionale che riunisce i principali attori e stakeholder del settore ferroviario. “una carica che sono onorato di ricoprire – ha ammesso Ferraris - perché avremo l’occasione, da qui ai prossimi due anni, di lavorare ad un sistema di trasporto ferroviario competitivo, sostenibile e attraente, in una prospettiva di crescente decarbonizzazione che sarà il nostro principale obiettivo, mentre la digitalizzazione e l'innovazione saranno i nostri fattori abilitanti”. La prima riunione del Comitato di gestione europeo sotto la nuova presidenza si terrà il 19 febbraio 2024 a Roma. “Uno dei punti su cui lavoreremo sarà la digitalizzazione delle reti infrastrutturali ferroviarie. Poter disporre di tutte le informazioni consentirà di ottimizzare la manutenzione predittiva. Faremo con gli altri paesi dei gruppi di lavoro integrati per sviluppare soluzioni tecnologiche innovative, basate su questi dati, anche perché il mercato ferroviario sia lato passeggeri che merci è ormai europeo”.

 

In chiusura, Luigi Ferraris è tornato sulla centralità dell’intermodalità per merci e passeggeri. Un’intermodalità centrale nei progetti del Gruppo FS per “facilitare lo spostamento delle persone con più mezzi e possibilmente con una soluzione unica di vendita. Stiamo lavorando ad una piattaforma per condividere le informazioni con tutti gli attori della mobilità senza trascurare i parcheggi, fondamentali per lo sviluppo dell’intermodalità. Anche per i treni merci è fondamentale avere un interscambio con i vari mezzi di trasporto e unire il treno con tir e navi. Noi, come Ferrovie stiamo investendo nel polo logistico in tale senso”.