Il 3 ottobre 1839 veniva inaugurata la Napoli-Portici, la prima ferrovia d’Italia. Quel giorno si compiva il primo viaggio ferroviario nel nostro Paese, un evento che avrebbe segnato una svolta nella storia dei trasporti. Da allora, ogni anno, il 3 ottobre, si celebra la Giornata del Ferroviere.
Quest’anno l’appuntamento si è tenuto al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa, dove, come da tradizione, sono stati celebrati l’impegno e il percorso professionale delle persone del Gruppo FS che hanno raggiunto il traguardo dei 35 anni di servizio.
Ad aprire la giornata è stato il Presidente del Gruppo FS Tommaso Tanzilli, che ha sottolineato il valore speciale di questo appuntamento «Ogni giorno mi trasmettete l’importanza di essere ferroviere, con l’orgoglio e la passione per un grande Gruppo che, da sempre, ha contribuito alla storia e alla rinascita del nostro Paese. È una responsabilità, non è un lavoro come tanti altri. Il Paese ha ancora bisogno dei ferrovieri, di donne e uomini capaci di collegare territori, comunità e persone. La ferrovia cambia e l’innovazione avanza, ma nulla può sostituire competenze, responsabilità e cultura del servizio. È una storia che sento anche personalmente, essendo stato mio nonno capostazione a San Lorenzo. Per questo mi considero, prima di tutto, un ferroviere tra i ferrovieri».
A seguire, ha preso la parola l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Gianpiero Strisciuglio «Oggi è la Giornata del Ferroviere, e io sono uno di voi, vi parlo da ferroviere ai ferrovieri». Al centro dell’intervento anche una prima anticipazione del nuovo Piano Industriale, che rappresenterà il percorso del Gruppo per i prossimi cinque anni. Tre le parole chiave individuate per definire questa nuova fase: core business, rigore e responsabilità. «Questi tre elementi sono indispensabili per costruire una squadra solida e competitiva e dovranno rappresentare il futuro del Gruppo per affrontare i prossimi anni con una direzione chiara. Dobbiamo rimettere il core business delle Ferrovie al centro: far viaggiare persone e merci, gestire e far crescere l’infrastruttura, garantire sicurezza, puntualità e qualità del servizio. È questo il nostro mestiere, è per questo che esistiamo». Centrale anche il tema del rigore, che «significa innanzitutto sicurezza, senza compromessi. Ma significa anche chiarezza dei ruoli e metodo: ogni obiettivo deve avere una misura e un responsabile. Quello che non misuriamo non lo possiamo migliorare». Infine, il richiamo alla responsabilità di ciascun ferroviere: «La responsabilità riguarda tutti, non soltanto chi guida. Ognuno deve conoscere il proprio ruolo, svolgerlo bene e rendere conto del proprio lavoro. Essere ferroviere significa anche restituire ai territori, attraverso il servizio, la fiducia e le risorse che ci vengono affidate».
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