Come il nuovo Piano Industriale del Gruppo FS può far fronte sia a una nuova domanda di mobilità in via di consolidamento, che ha subito un’accelerazione soprattutto sul turismo, sia al cambiamento climatico con impatti sulle infrastrutture? Su questi temi principali si è concentrato l’intervento di Luigi Ferraris, Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato, nel corso dell’audizione odierna alla Commissione Lavori Pubblici del Senato.

Nell’illustrare la vision alla base del nuovo Piano decennale, che ha una valenza sul PIL nell'ordine del 2%, l’AD Luigi Ferraris è partito dai numeri consolidati. «Il Gruppo conta 82mila persone, gestisce 16.800 km di linee ferroviarie e 32.000 km di strade attraversate quotidianamente da 7 milioni di veicoli. Nell'AV abbiamo una quota di mercato del 67%, del 100% negli Intercity e sui regionali del 60%», ha sottolineato Luigi Ferraris. «Complessivamente, nel periodo pre-pandemia, cioè il 2019, abbiamo registrato un miliardo di presenze sui nostri treni e autobus, di cui 50 milioni sull'AV, 600 milioni sui treni regionali, 17 milioni sugli intercity e 320 milioni sugli autobus». Dati che, per quanto riguarda il settore business, legato agli spostamenti per attività lavorative, vedono attualmente una domanda più bassa, ma auspicano un progressivo ritorno alla normalità nel 2024-2025.

Alla base del percorso di FS per i prossimi dieci anni vi è una sua riorganizzazione strategica in quattro Poli: Infrastrutture, Passeggeri, Logistica, Urbano. Accanto a questi, sono stati identificati fattori abilitanti quali innovazione, digitalizzazione, connettività e valorizzazione delle persone.

«Abbiamo di fronte a noi grandi sfide che vengono aggiornate con una velocità impressionante, a seguito anche degli eventi catastrofici sotto i nostri occhi. Nell'ambito di una visione a dieci anni, abbiamo cercato di identificare quali sono le sfide che caratterizzano il nostro settore inteso come trasporto multimodale nel suo complesso, e come operatori di infrastrutture», ha proseguito l’AD FS.

Audizione AD FS Luigi Ferraris Commissione Lavori Pubblici Senato

In più, sono previsti investimenti per oltre 190 miliardi di euro, in cui rientra anche una decisa opera di ottimizzazione dell’efficienza energetica. È in programma, infatti, un piano di autoproduzione di energia rinnovabile con l’obiettivo di conseguire 2 GW di nuova capacità da fonti green per soddisfare il 40% del fabbisogno energetico di Gruppo.

All’insegna della sostenibilità e dell’innovazione anche il rinnovo della flotta Trenitalia: «Da qua al 2031 - ha sottolineato Luigi Ferraris - prevediamo altri 46 treni AV, 34 intercity e 4.495 treni regionali. Per quanto riguarda il trasporto su gomma, 4.660 nuovi autobus di cui 2.461 elettrici e 763 ibridi. L'investimento complessivo è di 15 miliardi di euro».

Riguardo la logistica, sono previsti investimenti di circa 2,5 miliardi di euro, aumentando la flotta con 380 locomotive e 3500 carri, oltre ad investimenti in terminali multimodali. In questo modo, «va tutto nella giusta direzione per far sì che l'Italia diventi sempre più un hub logistico», ha sottolineato l’AD.

Sul capitolo internazionalizzazione, il Gruppo non ha «l'ambizione di fare investimenti fuori dall'Europa, se non in un'ottica di trasferimento delle competenze e del proprio know-how», ha spiegato Ferraris. Restando nel mercato europeo, definito sempre più domestico, il Gruppo completerà entro fine anno il percorso di presidio sull'Alta velocità in Spagna con il Frecciarossa 1000.

Infine, particolare attenzione è posta anche alle assunzioni nell’arco di piano, che ne prevede circa 40mila. «Cerchiamo figure tecniche e ingegneri per RFI e Anas ed è una sfida che va raccolta immediatamente tramite partnership con università e istituti professionali. Siamo in una fase storica dove i grandi piani economici di rilancio, come il PNRR, ma anche gli altri investimenti previsti, impongono una politica molto attenta allo sviluppo di nuove competenze», ha concluso Ferraris.