Dopo il successo del primo capitolo, il nuovo capitolo di Finché morte non ci separi, rilancia la sua miscela di horror, dark comedy e satira sociale spingendo la storia ancora più in alto e nel caos. Chiaramente ritroviamo Grace, interpretata da Samara Weaving, sopravvissuta all’incubo della famiglia Le Domas questa volta è trascinata in una partita ancora più letale e crudele. Il gioco non riguarda più soltanto una notte di sopravvivenza: in palio c’è il controllo di un potere oscuro conteso da famiglie rivali pronte a tutto pur di conquistarlo.
Il film dei registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett amplia il mondo narrativo del primo capitolo trasformando il dead game in una sorta di guerra dinastica. Il risultato è un horror più spettacolare e corale, che mantiene lo spirito ironico e dissacrante dell’originale. La protagonista resta il cuore del racconto: Grace continua a essere un’eroina riluttante, ironica e combattiva, capace di affrontare l’assurdità della situazione con un misto di lucidità e sarcasmo.
Accanto a lei entra in scena la sorella Faith, interpretata da Kathryn Newton, presenza che regala una dimensione emotiva in più al racconto contribuendo ad ampliare i rapporti familiari, tema centrale (e sempre più presente) della saga. Tra i nuovi volti spicca Sarah Michelle Gellar, presenza che porta con sé il sapore pop per gli amanti dell’horror anni 90, avendo interpretato sia il serial Buffy l'ammazzavampiri che cult movie come Scream 2, So cosa hai fatto e Scooby-Doo. Proprio lei e la Newton hanno presenziato al lancio italiano del film a Casina Valadier, a Roma, dove si è tenuto un Dark Wedding Party.
Il film gioca con i codici narrativi del genere horror senza prendersi troppo sul serio: sangue a go-go, inseguimenti e colpi di scena ( come la presenza di Elijah Wood e il regista David Cronenberg) convivono con momenti di black humor e una satira neanche troppo velata sulle élite e i giochi di potere. L’intreccio che appare volutamente sopra le righe, rendere la visione divertente e imprevedibile.
Tirando le somme, se il primo capitolo era una caccia all’uomo claustrofobica, Finché morte non ci separi 2 allarga il campo trasformando il gioco in una battaglia per il trono. Il risultato? Un sequel riuscito, che punta sul ritmo, sull’ironia e sull’energia dei suoi interpreti.
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