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A metà strada tra rassegna e festival (anche se per tutti è solo “festa”), anche quest’anno comincia la Festa del Cinema di Roma, giunta alla sua 21ª edizione. Il Gruppo FS, sponsor ufficiale, partecipa anche con la proiezione, il 19 ottobre, del nuovo spot di Fondazione FS, presentato per la prima volta sugli schermi, che invita gli spettatori a riscoprire il legame tra viaggio, territorio e storia del Paese. All’ingresso del red carpet, invece, “Pensiero Binario”, un’installazione dedicata a uno degli elementi più iconici del mondo ferroviario.

 

Tornando al 13 ottobre, giornata inaugurale, a dare il via alle proiezioni è “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese. Il regista di “Perfetti sconosciuti” ci riprova, raccontando una storia corale in cui i piani narrativi si intrecciano, tornano indietro per poi incontrarsi per la prima volta. Una storia ambiziosa, ambientata a Milano, ma con un cast piuttosto romanocentrico. Tra gli attori ci sono, infatti, Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella e Claudio Santamaria.

 

La storia ruota intorno a tre coppie che non hanno nulla in comune, se non il reticolato delle loro vite: (forse) insoddisfatte, (di sicuro) ingabbiate e (apparentemente) incapaci di cambiare. Saranno proprio alcuni eventi inattesi a sconvolgerle, dando un nuovo ordine al valore delle cose. Il film sembra essere una riflessione sulla banalità delle vite ordinarie. Quelle vite fatte di compromessi, maschere e consuetudini che, però, possono crollare in un attimo quando si trovano di fronte all’inerzia di un evento inaspettato.

 

Nel complesso il film gioca su quel sottile equilibrio tra quello che siamo e quello che vorremmo essere. «I segreti dell’anima – ha spiegato Paolo Genovese – sono quelle cose che decidiamo di non condividere con il partner, con la famiglia, con gli amici, per mille motivi, ma generalmente per non alterare una situazione. E pensiamo che questo blocco rimanga lì, dormiente, inerte; però, a volte, nella vita arriva un detonatore che fa esplodere tutto e quindi ci costringe a confrontarci con questi segreti e bugie».

“Il rumore delle cose nuove” è tratto dall’omonimo romanzo scritto dallo stesso regista. Arriverà in sala dal 12 novembre. Le musiche sono firmate da Daprinski, mentre la canzone originale è composta e interpretata da Brunori Sas. «Nel titolo – ha concluso Paolo Genovese – ho usato la parola rumore perché tutto ciò che entra nella vita delle coppie protagoniste della pellicola fa rumore, baccano, e questo non è necessariamente positivo, ma neppure negativo. Mi piaceva, insomma, l’uso di una parola che resta ambivalente».