Siamo a Corte Sant’Alda a Mezzane di Sotto (VE), dove Marinella Camerani e la figlia Federica portano avanti con grande orgoglio l’identità della Val di Mezzane o Valpolicella Orientale, incrociando con passione i valori in cui credono, alla cura per un territorio che amano.

La storia di Marinella produttrice di vino, inizia quasi per caso, non è, come spesso nel veronese, una storia secolare. «Avevamo una piccola proprietà di famiglia - raconta Federica - scelta come casa per le vacanze, per la domenica in famiglia, mio nonno era imprenditore e amava la campagna, quello era il nostro “buen retiro”. Non c’erano ancora vigneti». 

Intervista a Marinella e Federica Camerani

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Poi negli anni ‘80 Marinella sceglie di trasferirsi definitivamente in quel luogo di campagna così bello, scegliendo di seguire ciò che la terra poteva dare.

«Ho subito pensato - aggiunge Marinella - di coltivare le vigne per vinificare non per conferire uve a qualcuno. La nostra prima vendemmia, da qualche ettaro di vigneto, è stata nel 1986. Oggi gli ettari di vigne sono venti e quaranta sono di bosco che consente di lavorare in modo completamente diverso. Sono sempre stata una donna libera, non indirizzata da studi enologici. Quindi qualche contrasto in più, ma capace di dare ascolto e di scegliere la mia strada».

Come in tutte le aziende agricole davvero familiari, ciascuno si occupa di ciò che è necessario, pochi formalismi, pochissimo tempo da perdere. Così è molto bello vedere madre e figlia passarsi la parola con piena fiducia nel presentare i propri vini durante un gustoso abbinamento gourmet grazie alla cucina dello chef Giuseppe Postorino, del ristorante “Alchimia” a Milano. 

Cantina Corte Sant’Alda produce circa 130 mila bottiglie tra Valpolicella, Superiore, Ripasso, Amarone e Recioto. Leonardo Garbuio, responsabile della cantina. Anche prodotti diversi come vini macerati e una piacevolissima produzione di Garganega in anfora. Perché Marinella ha un vigneto sul confine delle denominazioni Valpolicella e Soave, e non poteva che lavorare al «miglior Soave cui si possa pensare. Quando 40 anni fa ho cominciato a fare il vino, qui non sapevano dove fosse Mezzane, non dico Verona o Milano. Siamo sempre stati il bacino per i produttori della Valpolicella. Io credo invece che si meriti di più. Oggi si è capito che esistiamo e che facciamo qualità. Rivendico - conclude Marinella - che sia giunto il momento di parlare e realizzare la sottozona della Val di Mezzane, come esiste la Valpantena. Ci dicano pure di no, ma affrontiamo il problema. Voglio dedicarmi a questa azione di “politica locale” perché ciascuno abbia il proprio nome e possa utilizzarlo per promuovere il suo prodotto di qualità». 

Hanno le idee molto chiare Marinella e Federica e lo si capisce quando il loro Soave giunge al naso con sentori eleganti di bella frutta ed una equilibrata e declinata a acidità mentre scende al palato con nota sapida e spalla ben strutturata.

Nasce da una lingua di terra, incrocio di denominazioni. Un vigneto dedicato.

 

La valle di Mezzane ha una parte vulcanica, origini moreniche, calcare bianco, vini magri lunghi. «Amo i vini della Borgogna netti non ciccioni - commenta Marinella - poi la mano del produttore fa la differenza per esaltare e non rovinare la materia prima. Cerchiamo di essere essenziali. Qualche tempo fa eravamo un po’ fuori moda, oggi in molti fanno cosi. Noi siamo stati coerenti». Infine aggiunge «Non vogliamo crescere di dimensione o numero di bottiglie, perdemmo il necessario controllo di ciascun singolo passaggio». 

Degustando i rossi di Corte Sant’Alda, ogni parola ascoltata trova rispondenza e dipinge la grande passione di queste due donne che amano il oro lavoro e il loro territorio, aggiungendo alla capacità, grazia ed eleganza.

 

Ca’ Fiui Valpolicella doc 2020

Naso di grande freschezza e vellutato piacere con spiccate note identitarie e bella frutta. Al palato scende con grazia ed eleganza, senza fronzoli esprime grande terroir con una nota speziata e leggermente sapida che caratterizza la lunga permanenza.

 

Poderecastagne 2018

Valpolicella doc superiore

« Podere Castagne il grande sogno di mamma - commenta Federica - 20 ettari di bosco 5 di prato e un casolare abbandonato, che oggi è un piccolo residence per l’accoglienza, il prato è vigneto e nessuno si aspettava si sarebbe trasformato così».

Grande personalità per questo Valpolicella Superiore. Un vino d’alta quota che arriva a 600 metri con un microclima molto diverso, freddo e vento, nevica d’inverno.

Al naso complessità e linearità. Sentori di frutta candita che non banalizzano la nota tannica, bensì, la esaltano con carattere.

 

Mithas Valpolicella doc superiore

Un naso intenso e speziato, ricco e ottimamente declinato. Al palato di gustoso e setoso equilibiro, si fa seguire nella lunga presenza.

Marinella, appassionata dei bordeaux e dei super Tuscan voleva il suo super Valpolicella e non è andata per nulla lontana dal bersaglio.